giovedì 08 dicembre | 11:32
pubblicato il 18/nov/2013 14:43

Consob: aumentano societa' controllate con meno del 50% (1 update)

(ASCA) - Roma, 18 nov - Aumentano le societa' quotate in borsa nelle quali la quota di controllo e' inferiore al 50%.

E' quanto emerge dal rapporto della Consob sulle governance.

Tuttavia la struttura proprietaria delle imprese quotate conferma ''le tradizionali caratteristiche del mercato italiano in termini di concentrazione proprietaria e di limitata contendibilita' del controllo''. In anni recenti pero' ''si e' assistito a una progressiva diluizione degli azionisti di maggioranza a favore di forme di controllo piu' deboli o di tipo coalizionale''. In particolare, mentre nel 1998 le societa' controllate di diritto erano il 56 per cento del totale (31,2 per cento in termini di capitalizzazione), nel 2013 esse rappresentano il 49 per cento dell'insieme delle societa' quotate (24,8 per cento in termini di capitalizzazione). Al contrario, la percentuale delle societa' controllate con partecipazioni inferiori al 50 per cento del capitale o attraverso patti parasociali e' passata dal 28 al 36 per cento (dal 30 al 53 per cento circa in termini di valore di mercato). Il rapporto Consob inoltre mette in risalto anche un altro cambiamento nella governance delle societa' quotate.

''L'utilizzo di meccanismi di separazione tra proprieta' e controllo come piramidi e azioni senza diritto di voto si e' ridotto sensibilmente dal 1998 al 2012, anche in reazione alla pressione del mercato''. Oggi tale fenomeno riguarda soltanto un quinto delle societa' quotate (34,7 per cento della capitalizzazione), nelle quali in media i diritti di voto superano i diritti ai flussi di cassa di circa il 19 per cento. La pressione del mercato e' dovuta principalmente alla presenza di investitori istituzionali nell'assetto proprietario delle societa' quotate, rimasta piuttosto stabile durante la crisi. In particolare, dal 2009 ad oggi il numero di societa' in cui e' presente almeno un investitore istituzionale rilevante e' in media di poco superiore a 90 e la quota di partecipazione media e' pari a circa il 7 per cento. A questo riguardo, un dato interessante giunge dall'analisi delle quote detenute da investitori istituzionali con una strategia di portafoglio piu' attiva (in particolare, fondi di venture capital e private equity e fondi sovrani), che mostrano un ruolo crescente nel mercato italiano.

did/

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