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pubblicato il 12/mag/2015 18:10

Congresso Cisal a Rimini: la proposta dei mille delegati

"Un manifesto culturale per un sindacato a 360 gradi"

Congresso Cisal a Rimini: la proposta dei mille delegati

Rimini (askanews) - Chiedere al governo Renzi un "tavolo di confronto democratico", che non escluda nessuna rappresentanza dei lavoratori. E in attesa di riaprire il dialogo con l esecutivo, creare una "rete culturale" come "presupposto per fare un sindacato a 360 gradi", che abbandoni la logica di "dire sempre no" e sia capace di avanzare proposte per il futuro dell'Italia. E' il manifesto culturale che il segretario generale Cisal, Francesco Cavallaro, ha proposto agli oltre mille delegati riuniti a Rimini per il nono congresso confederale.

Nonostante i dati diffusi da Inps sulle assunzioni a tempo indeterminato, che qualcuno ha letto come effetto della recente riforma del lavoro, lo scenario economico italiano resta preoccupante. E per non lasciarsi abbagliare dai "timidi segnali positivi", Cisal ha titolato il congresso "Il lavoro che non c è", ha bocciato il Jobs act e ha indicato la priorità su cui tutti devono riflettere.

"Negli ultimi dati abbiamo visto che la disoccupazione è scesa - ha spiegato Francesco Cavallaro - a bisogna vedere quello che succede in maniera concreta" nei prossimi mesi Non dobbiamo dimenticare che la maggior parte dei contratti a tempo determinato si è trasformata in tempo indeterminato Quindi questo non potrebbe essere un dato utile per dire se quelle riforme hanno avuto l'effetto sperato o no. Noi pensiamo di no".

Alle "tentennanti riforme strutturali" del governo in materia di fisco, previdenza e welfare, il primo sindacato autonomo italiano rilancia una nuova stagione di confronto con politica, associazioni e parti sociali.

"Penso - ha concluso il segretario - che i sindacati debbano prima sedersi attorno a un tavolo per chiarirsi le idee e poi affrontare in maniera determinante il ragionamento con il governo. Capisco che Renzi non sopporti il sindacato, di questo ce ne siamo sempre fatti una ragione, non ci siamo mai preoccupati, però è giunta l ora, se veramente l Italia deve ripartire di fare un buon tavolo di concertazione serio".

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