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pubblicato il 23/apr/2013 15:19

Confsal: un nuovo patto per crescita e occupazione

(ASCA) - Roma, 23 apr - Un nuovo patto per promuovere la crescita e l'occupazione e per garantire la stabilita' in Italia e in Europa. E' la proposta lanciata dal consiglio generale della Confsal sollecitando ''le forze responsabili'' a riprendere in mano l'iniziativa garantendo la coesione sociale, senza cui non ci sono ne' sviluppo ne' benessere.

''E sara' sulla capacita' di attenersi a questi valori fondamentali che sara' valutata l'autorevolezza del nuovo parlamento di fronte alle tante questioni aperte e si misurera' la governabilita' del paese''. ''Oggi, la politica e tutte le istituzioni sono chiamate ad assumersi, pur nella distinzione dei ruoli, la responsabilita' di far uscire il paese dal tunnel della recessione attraverso, anzitutto, la promozione e la valorizzazione del lavoro e il sostegno alle imprese legali, innovative e virtuose. La crescita economica e occupazionale e' l'emergenza piu' grave e, pertanto, e' la priorita' d'intervento politico in Italia e in Europa''. Per promuovere la crescita e l'occupazione, la Confsal rilancia otto punti: ridurre progressivamente il cuneo fiscale sul lavoro; estendere universalmente l'incentivazione e la premialita' della produttivita'; rendere piu' efficiente ed efficace, a livello Eurozona, il servizio pubblico per l'impiego (a oggi colloca non piu' del 3 per cento e opera solo nelle regioni di Centro-Nord); incentivare l'occupazione delle donne con misure che rendano compatibili vita lavorativa e familiare, con il potenziamento di asili nido, scuole a tempo pieno, servizi e assistenza per gli anziani, congedi e voucher per baby-sitter; riorganizzare la rete dei servizi formativi e per il lavoro e superare i ritardi nell'attuazione della normativa sull'apprendistato, che resta l'accesso fondamentale al mercato del lavoro; rendere fruibile ed efficace la formazione permanente per i lavoratori piu' anziani; investire nei settori strategici come istruzione, formazione, cultura, ricerca di base e applicata, innovazione di processo e di prodotto, fonti energetiche, ma anche in espansione come economia verde, sanita', servizi d'informazione, riqualificazione e messa in sicurezza del territorio; migliorare le strategie d'inclusione attiva e di lotta alla poverta'.

In particolare la Confsal propone il varo di 5 provvedimenti in tempi rapidi a causa della grave recessione.

Il sindacato autonomo sollecita la detassazione significativa, anche se graduale, dei salari pubblici e privati; riduzione del costo del lavoro, operando su fiscalizzazione del cuneo contributivo e su Irap e avendo particolare attenzione per le pmi; stabilizzazione dei rapporti di lavoro; integrazione delle risorse finanziarie per la cassa integrazione in deroga; sostegno selettivo, per le attivita' di ricerca e innovazione, alle imprese virtuose.

Le risorse occorrenti per la copertura di questi provvedimenti possono essere reperite con una lotta all'evasione fiscale ancora piu' incisiva, e una complessiva ed equivalente modulazione dell'imposizione fiscale, con i tagli, quelli possibili e giusti, ai costi della politica, con le dismissioni graduali e ''convenienti'' del patrimonio pubblico inutilizzato. In sintesi, si tratterebbe di fare subito una manovra finanziariamente compatibile a favore del lavoro e delle imprese, soprattutto per le pmi.

Intanto, considerata la perdita del potere di acquisto delle retribuzioni dei dipendenti e dei pensionati nel periodo 2007-2013, il governo potrebbe attuare degli interventi fiscali compensativi ed equitativi, a cominciare dal recupero automatico del fiscal drag , vale a dire delle maggiori imposte pagate per l'effetto inflattivo, per proseguire con l'applicazione dell'invarianza di gettito cosi' che all'aumento del prelievo locale corrisponda una pari diminuzione di quello centrale. Per essere chiari, nei sei anni considerati il drenaggio fiscale e' stato pari a 10 miliardi di euro che vanno restituiti, per equita', a lavoratori e pensionati.

La Confsal poi chiede di sospendere l'aumento dell'Iva, rinviare la Tares e rimodulare l'Imu. Su questi provvedimenti, che aggraverebbero irrimediabilmente la situazione finanziaria delle famiglie piu' deboli, la Confsal esprime un deciso dissenso e chiede al governo di sospendere l'aumento dell'Iva, di rinviare almeno al 2014 l'introduzione della Tares e di rimodulare complessivamente l'Imu per famiglie e imprese.

did/

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