venerdì 20 gennaio | 11:44
pubblicato il 16/set/2014 14:12

Confindustria taglia stime Pil: -0,4% nel 2014, +0,5% nel 2015

(ASCA) - Roma, 16 set 2014 - Peggiorano le previsioni per l'economia italiana che saltera' l'appuntamento con la ripresa anche quest'anno. Dopo la doccia gelata dell'Ocse, e' la volta del Centro Studi di Confindustria che ha tagliato nuovamente le stime del Pil: nel 2014 calera' dello 0,4% contro il +0,2% calcolato a giugno scorso. Dimezzate le stime per il 2015: il recupero ci sara', ma il Pil crescera' solo dello 0,5% (dal +1% precedentemente stimato).

Con il calo del 2014, ''l'economia italiana - hanno osservato gli economisti di Confindustria - registra il terzo arretramento consecutivo, seppure molto piu' contenuto dei due precedenti''.

L'inaspettato calo del Pil nel secondo trimestre (-0,2% congiunturale) ha costretto il Csc, negli ultimi Scenari economici, a rivedere al ribasso le stime per quest'anno.

Inoltre, nelle nuove previsioni i successivi due trimestri del 2014 registreranno nuovi cali (-0,2% sia nel terzo sia nel quarto).

Il governo, nel Def di aprile, ha stimato un Pil a +0,8% quest'anno e a +1,3% l'anno prossimo. Il Csc punta sul ritorno alla crescita del Pil italiano dal primo trimestre del 2015 e a tassi di incremento trimestrali dell'1,2% annualizzato. L'anno prossimo la ripresa sara' sostenuta da diversi fattori: l'accelerazione del commercio internazionale, l'impatto positivo derivante da Expo 2015, il tasso di cambio piu' favorevole, la persistenza dell'ampio output gap, l'allentamento del credit crunch, la riduzione del costo del denaro, l'effetto ritardato di alcuni provvedimenti governativi e l'allentamento delle tensioni geopolitiche, soprattutto tra Russia e Ucraina.

Sono 7,8 milioni le persone a cui manca il lavoro, totalmente o prazialmente. Secondo i calcoli del Csc, per avere un quadro completo della ''debolezza del mercato del lavoro'', ai circa 3 milioni e 200mila disoccupati stimati nel secondo trimestre 2014 (+83% rispetto a sei anni prima) bisogna aggiungere altri due gruppi di senza lavoro, totali o parziali: gli occupati part-time involontari (2 milioni e 661mila, +87,6%) e i non-occupati che sarebbero disponibili a lavorare ma non hanno compiuto azioni di ricerca attiva perche' scoraggiati (1 milione e 616mila individui, +56,6%) oppure perche' stanno aspettando l'esito di passate azioni di ricerca (609mila, +87,7%). In totale, ''sono 7,8 milioni le persone a cui, in un modo o nell'altro, manca lavoro''.

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