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pubblicato il 22/mar/2012 05:11

Confindustria/ Sfida Squinzi-Bombassei, la Giunta decide oggi

Squinzi in pole.Dopo 12 anni verdetto nelle mani del Parlamentino

Confindustria/ Sfida Squinzi-Bombassei, la Giunta decide oggi

Roma, 22 mar. (askanews) - Si alzerà ufficialmente oggi il sipario sulla nuova presidenza di Confindustria. I 187 industriali della Giunta di viale dell'Astronomia designeranno il successore di Emma Marcegaglia per il prossimo quadriennio. Per i due candidati in corsa, Giorgio Squinzi, patron della Mapei, e Alberto Bombassei, numero uno della Brembo, si andrà alla conta dei voti dopo una lunga e accesa competizione. Dalle dichiarazioni ufficiali di voto e dalle indiscrezioni che filtrano sulla relazione che i tre saggi, Luigi Attanasio, Antonio Bulgheroni e Catervo Cangiotti, terranno ogg, Squinzi sarebbe in pole position. Tuttavia entrambi i candidati, secondo le indicazioni dei rispettivi staff, sostengono di poter contare su un centinaio di voti. L'esito della partita è incerto e torna nelle mani della Giunta dopo ben dodici anni. Risale al 2000, infatti, l'ultimo duello in Giunta tra due candidati per la prima carica di Confindustria: la sfida, allora, era tra Antonio D'Amato e Carlo Callieri. Il primo vinse, nonostante le previsioni, incassando 96 voti mentre al suo rivale ne andarono 58. Da allora al voto di Giunta è sempre arrivato un unico candidato: nel 2004 Montezemolo, designato con 125 preferenze su 156, e nel 2008 Marcegaglia, designata con plebiscito quasi bulgaro (125 sì su 132 voti). Rispetto a dodici anni fa la situazione è oggi diversa e a dimostrarlo è stata la stessa 'campagna elettorale' dei due candidati giocata molto a livello mediatico, senza esclusione di colpi. Oggi come nel 2000, però, la Fiat è uno dei punti chiave della competizione: uscita da Confindustria a gennaio si è detta pronta a rientrare solo nel caso vinca Bombassei, mentre nel 2000 Callieri era il candidato del Lingotto. Ma le analogie si fermano qui, anche perchè oggi a pesare sulla battaglia per la presidenza c'è anche la discussione interna al sistema confindustriale tra chi, come Bombassei, vuole una rifondazione del sistema associativo e chi, come Squinzi, è convinto bastino degli aggiustamenti. Il rischio, oggi molto concreto, è che l'Associazione si spacchi e che altre imprese possano seguire l'esempio della Fiat, a partire da Finmeccanica. In questo senso sarà importante anche vedere quanti dei 187 imprenditori saranno presenti: secondo i rumors raccolti molti non dovrebbero andare a votare.

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