giovedì 19 gennaio | 12:04
pubblicato il 12/apr/2013 17:17

Confindustria: senza crescita manifatturiero paese piu' marginalizzato

(ASCA) - Torino, 12 apr - ''Senza una nuova politica economica che rilanci la crescita e il manifatturiero, il paese sara' sempre piu' marginalizzato e destinato a regredire nel benessere''. E' quanto ha sottolineato Luca Paolazzi, direttore del Centro studi di Confindustria introducendo il convegno della Piccola Industria a Torino.

Paolazzi ha ricordato che questa recessione, forse la piu' dura della storia, e per questo ricordata dal presidente dei piccoli imprenditori Vincenzo boccia, come ''un'economia di guerra'', peggiore di quella a cavallo della prima guerra mondiale e del '29, se si considerano i primi sei anni, rischia di minare le stesse basi della democrazia.

''Cominiciano a manifestarsi gravi conseguenze sulla societa' e sulla democrazia'', ha detto. E uno stallo politico come l'attuale, avverte Paolazzi si ebbe soltanto nel 1919. Ma il resto del mondo non aspetta sottolinea l'economista, centinaia di milioni di persone avanzano verso gli standard di vita occidentali, ''cosi' velocemente che tra pochi decenni sara' piu' difficile distinguere tra economie avanzate ed economie emergenti''. La competizione dice Paolazzi si giochera' sul sapere e sull capacita di generare produttivita'. Non si puo' prescidenre dalle fabbriche. ''Il manifatturiero - osserva ricordando l'esempio Usa dove e' in corso il ritorno di alcune attivita' delocalizzate. - e' il motore della crescita'', Serve quindi nella riaffermazione del manifatturiero ''come motore del progresso economico e civile'', il rilancio della produttivita' attraverso una maggiore capacita' di adattamento ai mutamenti tecnologici e demografici. Paolazzi sottolinea la maggiore capacita' di tenuta di quei sistemi che in Europa meglio sfruttano le caratteristiche dell'economia sociale e di mercato. Con una distribuzione dei redditi meno diseguale, maggiore attenzione all'ambiente migliore organizzazione dell'istruzione, ''piu' flessibilita' del lavoro con protezione sociale dei lavoratori''. Serve il completamento del mercato unico europeo nei servizi e nelle grandi reti ''piu' investimenti pubblici e privati - aggiunge-, creando per i primi spazio nelle stringenti regole di bilancio europee, e per i secondi, migliorando il contesto in cui operano le imprese alleviando la tassazione a loro carico''. Tutto questo ha aggiunto richiede di sbloccare la governance europea , ormai ''poco efficace e poco legittimata'': rispetto alla via maestra dell'unita' con il federalismo parlamentare, meglio un'europa differenziata, l'Europa della moneta unica che marcia verso l'unione politica e l'Europa del mercato unico. eg/mau/ss

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