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pubblicato il 04/ago/2016 13:33

Confindustria: il Sud riparte con imprese giovani ed export

Ma pesano incertezze, investimenti cruciali

Confindustria: il Sud riparte con imprese giovani ed export

Roma, 4 ago. (askanews) - Dopo la "piccola ripartenza" del 2015, quando il Sud è cresciuto per la prima volta negli ultimi anni più del Centro-Nord, l'economia del Mezzogiorno è in cerca di conferme. Nei primi mesi di quest'anno i "segnali positivi" devono però tenere conto di "elementi di incertezza", interni e internazionali, che possono condizionarne le prospettive. In questo quadro diventano "cruciali" gli investimenti per consolidare e rafforzare la crescita, che nelle regione del Sud ha un "potenziale enorme".

Secondo il check-up Mezzogiorno, curato da Confindustria e Srm (centro studi collegato al gruppo Intesa Sanpaolo), i segnali sono "contrastanti": le previsioni sulla crescita del Pil restano di poco positive (+0,3% nel 2016), ma "le incognite rimangono elevate". Il clima di fiducia delle imprese, pur restando più elevato della media degli ultimi anni, registra nella prima parte dell'anno un andamento più incerto proprio nel Mezzogiorno, cosi come la percezione dei consumatori sul clima economico.

Il numero delle imprese torna a crescere e per la prima volta dal 2008 il saldo torna positivo al Sud (+0,6% con oltre 10mila imprese in più), con poco meno di 1 milione 700mila aziende in attività, anche grazie alla robusta riduzione dei fallimenti in quasi tutte le regioni. Soprattutto, continua la crescita delle imprese di capitali (16mila imprese in più pari al +6%), più forte rispetto alle altre regioni, quella delle imprese giovanili (oltre 220mila al Sud), così come delle start up innovative (+39,2% rispetto allo scorso anno) e delle imprese "in rete" (più di 3.700 a giugno 2016).

Si tratta di segnali di "grande vitalità imprenditoriale", sottolinea l'associazione di viale dell'Astronomia. In parte largamente prevalente, però, si tratta di imprese di piccola e piccolissima dimensione, rafforzando la caratteristica principale del tessuto produttivo meridionale, che resta composto nella quasi totalità di micro e piccole imprese (il 99% delle aziende meridionali ha meno di 49 addetti).

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