lunedì 27 febbraio | 20:09
pubblicato il 22/mag/2013 20:00

Confindustria: il malessere di Barilla fa breccia in viale dell'Astronomia

Confindustria: il malessere di Barilla fa breccia in viale dell'Astronomia

(ASCA) - Roma, 22 mag - Una Confindustria meno generalista, piu' attenta alla fabbrica. Sullo sfondo di una riforma affidata a Carlo Pesenti, arriva da imprenditori di nuova generazione come Guido Barilla, e Andrea Riello il richiamo a una associazione meno trasversale, vicina alla manifattura, e, in sintesi, separata dalle aziende di servizi. Nell'assemblea privata l'industriale alimentare ha ribadito molte delle critiche espresse in modo esplicito alla vigilia in un'intervista che, come era prevedibile non e' stata ben accolta dal presidente di Confindustria Giorgio Squinzi. Il presidente ha infatti ricordato a Barilla come certi argomenti e' meglio che vengano ''affrontati nelle sedi istituzionali''. ''Un'assemblea calda, ma interessante'', la definisce al termine uno degli imprenditori presenti: ''E' bene che i mal di pancia vengano fuori in queste sedi per poi cercare una soluzione''. Tra i temi affrontati quello concreto del costo dell'energia che crea pero' anche un problema di coabitazione, mettendo di fronte imprese iscritte alla stessa associazione. Confindustria rischia di essere la casa di nessuno, ha detto Barilla nel suo intervento che ha raccolto diversi applausi, troppi interessi che confliggono, pubblico e privato, banche e imprese, servizi e manifatturiero: serve una rigenerazione, sottolinea l'imprenditore emiliano. Una governance piu' snella, piu' rappresentativa, una struttura operativa semplificata, la revisione delle quote associative, costi meno onerosi per le aziende e soprattutto piu' efficienti, perche' come aveva ricordato lo stesso Barilla nella sua intervista, la sua azienda paga i contributi a dodici associazioni teritoriali, a fronte di servizi a basso valore aggiunto. Malgrado i toni decisi pero' il re della pasta non ha intenzione di ripercorrere la strada della Fiat, che ha detto addio all'associazione di viale Astronomia, anche se molte cose dette e gli stessi accenti sono probabilmente accolti con soddisfazione dal Lingotto. Bisogna prima provare a cambiare dall'interno ha ricordato Barilla nella sua intervista, poi si vedra'. Non troppo distante da lui il veneto Andrea Riello, che lo ha preceduto: difende la liberta' di rilasciare interviste perche' e' legittimo far sapere cosa accade a chi non frequenta le stanze dell'associazione e soprattutto ribadisce che Confindustria nazionale e' lontana dai problemi delle imprese. L'ad di Enel Fulvio Conti, chiamato in causa, replica a Barilla che chi garantisce l'energia e' come i produttori di farina, un fornitore della manifattura, i cui costi sono in gran parte determinati da fattori esterni alla materia prima come le tasse e i sussidi. Ma il malessere espresso da Barilla non e' isolato. Tra i produttori dell'automotive torinese ad esempio c'e' chi coglie il recupero di problemi gia' evidenziati da Marchionne. Pierangelo Decisi, presidente della Sigit, mille dipendenti tra Italia ed Europa, attacca senza giri di parole: ''Confindustria ha perso la sua autorevolezza ed autorita', proprio a causa dell'allargamento associativo. Abbiamo troppi diversi interessi in Confindustria. E li rappresentiamo tutti male'' e provocatoriamente aggiunge : ''Perche' non associamo anche l'Abi (all'associazione bancaria,ndr)'?''. ''Con la crisi i produttori si concentrano sul loro core business - osserva Decisi - e hanno bisogno di concretezza''. Un fermento che cresce, nell'associazione imrenditoriale, anche se un altro torinese Alberto Dal Poz, presidente Amma (l'associazione delle aziende metalmeccaniche del capoluogo,ndr), frena: difende la necessita' di affrontare i problemi della competitivita' e dei costi dell'energia all'interno di Confindustria, che ha la rappresentanza anche di imprese che competono tra loro e sottolinea, distanziandosi da Barilla, che ''le aziende di servizi avanzati sono industrie a tutti gli effetti''. ''Ci deve essere un malinteso - osserva Vincenzo Albonico presidente di Agesi (Associazione Imprese di facility management ed Energia - non credo che Barilla si riferisse a tutte le sovcieta' di servizi: le nostre lavorano a fianco degli imprenditori per mininizzare i consumi di energia e per ridurre i costi, non siamo noi che creiamo problemi a produttori''. eg/rf/rob

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