lunedì 23 gennaio | 12:14
pubblicato il 06/ott/2014 18:11

Confindustria: da fondi Ue può ripartire rilancio dell'economia

Circa 20 mld l'anno per prossimi 8 anni, non vanno sprecati

Confindustria: da fondi Ue può ripartire rilancio dell'economia

Roma, (askanews) - Il rilancio dell'economia italiana può ripartire dai fondi strutturali europei che, negli ultimi anni, sono divenuti la principale fonte di sostegno agli investimenti pubblici. Nelle mani del governo italiano ci sono circa 20 miliardi di euro l'anno per i prossimi otto anni: una cifra consistente che non deve essere sprecata. A sottolinearlo è Confindustria, in occasione della presentazione del VI rapporto sulla coesione economica, sociale e territoriale in Europa. Grazie alla politica di coesione, nei principali paesi beneficiari, il Pil potrebbe aumentare in media del 2% e l'occupazione dell'1% circa durante il periodo di attuazione.

Per il direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci, i fondi strutturali possono contribuire al rilancio dell'economia. "Se noi consideriamo i fondi non spesi nell'ultimo ciclo di programmazione e quelli che noi potremmo spendere da qui ai prossimi otto anni, parliamo di circa 20 miliardi di euro l'anno, 20 miliardi che effettivamente potrebbero contribuire a cambiare le politiche economiche del Paese e anche il volto stesso del Paese, rilanciando una situazione economica che, purtroppo, in assenza d'interventi di forte impulso e di stimolo rimarrà invariata da qui ai prossimi anni".

Sulla stessa lunghezza d'onda il vicepresidente di Confindustria, Alessandro Laterza. "I fondi strutturali nel 2007-2013 hanno temperato la brusca caduta degli investimenti pubblici in tutta Europa non solo in Italia. La caduta media, in Europa, è stata del 20%: una cifra impressionante. Se nel 2007-2013 questo è servito a cercare di porre un argine a questo fenomeno, per il 2014-2020 dobbiamo puntare ancor più a sviluppare la spesa pubblica in conto capitale per investimenti, ad avere una concentrazione maggiore perchè la previsione è che comunque la spesa pubblica per investimenti non ritornerà nell'immediato ai livelli di un tempo".

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