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pubblicato il 07/mag/2011 05:10

Confindustria/ A Bergamo le Assise, un'agenda per cambiare paese

Associazione a una svolta, rapporti tra grandi e piccole imprese

Confindustria/ A Bergamo le Assise, un'agenda per cambiare paese

Bergamo, 7 mag. (askanews) - Sbloccare la crescita, liberare il mercato e premiare il merito: sono le tre parole d'ordine con le quali Confindustria, che oggi riunisce a porte chiuse e senza la partecipazione di politici le Assise alla Fiera di Bergamo, definirà una piattaforma per la modernizzazione e lo sviluppo. Un'agenda con "pochi punti per tornare a crescere", con il duplice obiettivo di "proporre un cambiamento forte del paese" e progettare "tutti insieme", piccoli e grandi imprenditori, la Confindustria di domani. A delimitare il campo del confronto interno, la seconda Assise nella storia dell'associazione dopo quella del lontano 1992 a Parma, è stato il presidente Emma Marcegaglia davanti alla platea della Piccola industria riunita alla 'Brembo' per il suo consiglio centrale e per il convegno 'Costruire il futuro'. La leader degli industriali ha tenuto a sottolineare l'importanza dell'appuntamento, che arriva in un momento delicato nei rapporti tra Governo e mondo dell'industria, forse mai stati così tesi negli ultimi anni, e per la vita stessa della confederazione, giunta a un punto di svolta dopo gli 'strappi' della Fiat che hanno prodotto qualche mal di pancia nella base. Il numero uno di viale dell'Astronomia, al suo ultimo anno di mandato, avrà il compito di delineare un quadro di richieste chiare e sostenibili da avanzare alla politica. Ma anche dare risposte alle imprese in un mondo che cambia molto rapidamente, soprattutto nel rapporto tra grandi e piccole aziende. Per questa ragione le Assise di Bergamo rappresentano un passaggio delicato, che potrebbe segnare un cambiamento degli equilibri interni. Una nuova rotta che di certo si manifesterà con la corsa alla presidenza di Confindustria. Una gara che vede molti nomi accreditati, due su tutti: il presidente degli imprenditori romani Aurelio Regina e il bergamasco Giorgio Squinzi, presidente di Federchimica.

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