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pubblicato il 01/set/2016 13:12

Confesercenti: saldi non risollevano consumi, la moda non tira più

In cinque anni 9 miliardi di spesa in fumo

Confesercenti: saldi non risollevano consumi, la moda non tira più

Roma, 1 set. (askanews) - Nemmeno gli sconti bastano a risollevare i consumi moda. E se l'estate 2016 è stata positiva sotto il profilo del turismo, non si può dire lo stesso per le vendite di fine stagione: i saldi estivi, conclusi ieri, registrano un andamento complessivamente fiacco, con l'esclusione di alcune località a maggiore vocazione turistica, dove il flusso di visitatori ha permesso di ottenere risultati in lieve crescita sullo scorso anno. Un risultato sotto le attese che non basta ad invertire la crisi profonda del comparto. La quota di budget delle famiglie dedicata alla moda, nel 2015, si attesta al 4,6%, in calo di circa un punto percentuale rispetto al 2010 (quando era il 5,5%), per un valore di quasi 9 miliardi di consumi in meno. E' la fotografia scattata da Confesercenti.

A pesare, tra i molti fattori, il cambiamento di abitudini degli italiani, che sembrano essere meno interessati di un tempo alla moda, una delle poche aree di spesa che continuano a perdere terreno, in quanto oggi più rappresentativo sembra essere il modello di cellulare posseduto. In parte, come detto, il processo è dovuto a motivi culturali: ma incide anche l'aumento delle spese fisse, che assorbe una quota sempre crescente del budget delle famiglie: rispetto al 2010, infatti, si registra un notevole aumento delle spese per servizi sanitari e salute, che passano dal 4 al 4,5%, per l'abitazione (dal 35,4 al 36,1%), e dei prodotti alimentari (dal 17,2 al 17,7%). Il calo di spesa ha avuto pesanti ripercussioni sul tessuto imprenditoriale: dal 2010 ad oggi si registra la sparizione di oltre 12mila imprese del comparto tessile, abbigliamento e calzature (passate da 140.271 del 2010 alle 127.856 del giugno di quest'anno, con una caduta del 9%) e più di 25mila posti di lavoro: secondo le stime dell'Ufficio economico Confesercenti, gli occupati del settore sono passati, nello stesso periodo, da 350.677 a 324.692, per un calo del 7,4%.

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