venerdì 20 gennaio | 05:09
pubblicato il 25/ott/2011 11:00

Confcommercio/ Reagire subito, senza crescita recessione vicina

Futuro dell'Italia è a rischio, tempo della partita è scaduto

Confcommercio/  Reagire subito, senza crescita recessione vicina

Milano, 25 ott. (askanews) - Il futuro dell'Italia è a rischio, non sono più tollerabili ulteriori rinvii ed è necessario reagire subito perchè senza più crescita la recessione è dietro l'angolo. E' l'allarme che lancia la Confcommercio nel presentare il documento programmatico "Anzitutto l'Italia", contenente le proposte dell'associazione per la crescita e lo sviluppo, nel corso degli Stati Generali del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti. "E' arrivato il momento di reagire all'avvitamento del nostro Paese nella spirale tra effetti depressivi di manovre di consolidamento fiscale e indebolimento strutturale del potenziale di crescita - si legge nel documento - occorre avere la piena consapevolezza del fatto che l'Italia deve crescere di più e meglio, perché senza più crescita la stagnazione è alle porte e la recessione dietro l'angolo". "Siamo a un punto di svolta storico, il futuro dell'Italia è a rischio, dobbiamo reagire subito - afferma Confcommercio - E' una responsabilità di tutte le forze politiche e sociali, ma soprattutto di chi oggi governa. Non sono ulteriormente tollerabili né rinvii, né annunci, il tempo della partita è scaduto. Ora e subito, occorre serietà e rigore nell'affrontare e nel risolvere nodi strutturali di lungo corso, tutti riconducibili a una crescita ormai lentissima e a una competitività ormai difficilissima". "Sappiamo che occorreranno ancora sacrifici e ad essi non ci sottrarremo, a condizione che questi sacrifici vengano ripagati con il dividendo delle scelte necessarie per il futuro dell'Italia", spiega Confcommercio. "Scelte necessarie per controllare e ridurre la spesa pubblica e per contrastare e recuperare evasione ed elusione, ponendo, così, le basi per una progressiva riduzione di un livello complessivo di pressione fiscale divenuto ormai intollerabile. Scelte necessarie per rilanciare privatizzazioni, liberalizzazioni, semplificazioni. Scelte necessarie per liberare risorse per investimenti infrastrutturali ed in capitale sociale ed umano. Scelte necessarie per riformare politica e istituzioni".

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