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pubblicato il 19/ago/2013 16:01

Competitivita': per grandi imprese priorita' e' certezza regole (2Upd)

(ASCA) - Rimini, 19 ago - ''Stiamo assistendo a una nuova fase della globalizzazione - ha rilevato Recchi - le imprese scelgono dove investire non piu' in termini di costo ma in termini di facilita' di fare impresa''. Logistica, facilita' di rapporti con la pubblica amministrazione diventano elementi fondamentali.

''L'Italia ha un'ottima posizione geografica, cultura industriale e qualita' del lavoro e degli imprenditori'', ma sul versante negativo sconta ''l'incertezza paese'', non sembra dare garanzie di stabilita'. ''Ogni 1.400 miliardi di dollari - sottolinea Recchi - viaggiano nel mondo in cerca di allocazione''. Recchi annota anche la carenza di organizzazione.

''La Sicilia ha gli stessi km di coste delle isole baleari ma solo 3 milioni di notti d'albergo l'anno contro i 41 milioni delle Baleari. E' evidente che si tratta di un problema di organizzazione e non di attrazione''.

L'organizzazione ''e' il punto dolente'' gli fa eco Giordo. Soprattutto per le Pmi che rappresentano la spina dorsale del sistema produttivo italiano. ''La stabilita' e' fondamentale - rileva il manager Finmeccanica - ed e' l'elemento di garanzia di un paese organizzato''. Anche Castellucci indica la necessita' di un ''sistema organizzato''. ''Abbiamo vinto una gara internazionale in Francia da 3 miliardi di euro - ha detto l'ad di Atlantia - ed abbiamo potuto contare sul sostegno delle istituzioni e del sistema bancario. Ma mi chiedo se una piccola o media impresa potrebbe avere lo stesso''. Il capo di Deutsche Bank Italia, Valeri, ha messo in risalto che ''siamo un grande investitore estero presente in Italia con 40 miliardi di euro in asset''.

''Forse occorre rivedere il paradigma piccolo e' bello per il sistema delle imprese'' afferma Valeri indicando che ''dovremo pensare a un genuino processo di aggregazione delle imprese''. Ma anche strategie di lungo termine. I manager presenti alla tavola rotonda e il ministro Zanonato non guardano in modo negativo allo shopping di imprese italiane da parte di gruppi esteri. Lo stesso ministro rileva che ''il valore delle imprese italiane aquisito da gruppi esteri e' inferiore al valore delle acquisizioni all'estero da parte di imprese italiane''. Anche il presidente Eni indica che in molti casi un'azienda italiana acquisita da gruppi esteri ''entra in una organizzazione che ne garantisce il mantenimento del business''. Zanonato poi sottolinea la necessita' di un cambiamento culturale nel paese ma piu' in generale in Europa. Per preservare le grandi conquiste sociali occorre uscire dalle politiche di redistribuzione e puntare sullo sviluppo. ''Senza crescita non si va da nessuna parte''. Ma c'e' bisogno anche di un altro cambiamento.

''Dobbiamo vedere l'Italia come un paese ricco di opportunita'''.

did/lus/bra

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