lunedì 16 gennaio | 23:15
pubblicato il 19/ago/2013 16:01

Competitivita': per grandi imprese priorita' e' certezza regole (2Upd)

(ASCA) - Rimini, 19 ago - ''Stiamo assistendo a una nuova fase della globalizzazione - ha rilevato Recchi - le imprese scelgono dove investire non piu' in termini di costo ma in termini di facilita' di fare impresa''. Logistica, facilita' di rapporti con la pubblica amministrazione diventano elementi fondamentali.

''L'Italia ha un'ottima posizione geografica, cultura industriale e qualita' del lavoro e degli imprenditori'', ma sul versante negativo sconta ''l'incertezza paese'', non sembra dare garanzie di stabilita'. ''Ogni 1.400 miliardi di dollari - sottolinea Recchi - viaggiano nel mondo in cerca di allocazione''. Recchi annota anche la carenza di organizzazione.

''La Sicilia ha gli stessi km di coste delle isole baleari ma solo 3 milioni di notti d'albergo l'anno contro i 41 milioni delle Baleari. E' evidente che si tratta di un problema di organizzazione e non di attrazione''.

L'organizzazione ''e' il punto dolente'' gli fa eco Giordo. Soprattutto per le Pmi che rappresentano la spina dorsale del sistema produttivo italiano. ''La stabilita' e' fondamentale - rileva il manager Finmeccanica - ed e' l'elemento di garanzia di un paese organizzato''. Anche Castellucci indica la necessita' di un ''sistema organizzato''. ''Abbiamo vinto una gara internazionale in Francia da 3 miliardi di euro - ha detto l'ad di Atlantia - ed abbiamo potuto contare sul sostegno delle istituzioni e del sistema bancario. Ma mi chiedo se una piccola o media impresa potrebbe avere lo stesso''. Il capo di Deutsche Bank Italia, Valeri, ha messo in risalto che ''siamo un grande investitore estero presente in Italia con 40 miliardi di euro in asset''.

''Forse occorre rivedere il paradigma piccolo e' bello per il sistema delle imprese'' afferma Valeri indicando che ''dovremo pensare a un genuino processo di aggregazione delle imprese''. Ma anche strategie di lungo termine. I manager presenti alla tavola rotonda e il ministro Zanonato non guardano in modo negativo allo shopping di imprese italiane da parte di gruppi esteri. Lo stesso ministro rileva che ''il valore delle imprese italiane aquisito da gruppi esteri e' inferiore al valore delle acquisizioni all'estero da parte di imprese italiane''. Anche il presidente Eni indica che in molti casi un'azienda italiana acquisita da gruppi esteri ''entra in una organizzazione che ne garantisce il mantenimento del business''. Zanonato poi sottolinea la necessita' di un cambiamento culturale nel paese ma piu' in generale in Europa. Per preservare le grandi conquiste sociali occorre uscire dalle politiche di redistribuzione e puntare sullo sviluppo. ''Senza crescita non si va da nessuna parte''. Ma c'e' bisogno anche di un altro cambiamento.

''Dobbiamo vedere l'Italia come un paese ricco di opportunita'''.

did/lus/bra

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Poste
Poste tutela volontariamente clienti investitori del fondo Irs
Luxottica
Luxottica ed Essilor verso fusione, Luxottica vola in borsa (+13%)
Fca
Fca, Berlino: richiamare Jeep Renegade, Fiat 500 e Doblò
Luxottica
Luxottica si unisce a Essilor, nasce leader prodotti per la vista
Altre sezioni
Salute e Benessere
Salute: nuovi Lea in arrivo. In vigore dopo pubblicazione su G.U.
Motori
L'Italia difende Fca dalle accuse tedesche: le sue auto sono in regola
Enogastronomia
Consorzio Valpolicella, conto alla rovescia Anteprima Amarone
Turismo
A Singapore la gara di Danza del leone, caccia i cattivi spiriti
Energia e Ambiente
L'Enel porta energia "verde" all'ambasciata italiana di Abu Dhabi
Moda
Milano Moda Uomo, trionfo di righe e quadri da Missoni
Scienza e Innovazione
Rompicapo galattico per telescopio Hubble
TechnoFun
Rischi del web, ecco le 8 truffe che colpiscono gli italiani
Sistema Trasporti
Milano, ripartono lavori prolungamento M1 fino a Monza Cinisello