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pubblicato il 25/nov/2014 20:49

Commissione Ue, decisioni su leggi di Stabilità e investimenti

Riunione del collegio dei commissari a Strasburgo senza sorprese

##Piano Juncker su investimenti, svolta da austerità a crescita

Bruxelles, 25 nov. (askanews) - Si è conclusa prima del previsto, attorno alle 18 a Strasburgo, la riunione della commissione europea che doveva decidere il piano per gli investimenti da 300 miliardi per far ripartire la crescita, e il pacchetto di pareri dell'esecutivo comunitario sulle manovre finanziarie degli Stati membri (compresa la legge di stabilità italiana), nell'ambito del cosiddetto "semestre europeo".

La riunione, a quanto si è appreso, non ha registrato tensioni o controversie, e ha sostanzialmente confermato quanto era già trapelato dalle decisioni dei capi di gabinetto dei commissari, durante il weekend. In particolare è stato confermato il via libera concesso ai bilanci di tutti i paesi membri, compresi Italia, Francia e Belgio, che però dovranno tornare a marzo con il resoconto delle loro riforme approvate e soprattutto in fase di attuazione.

La discussione sui bilanci nazionali è durata un po' di più per la Francia, mentre sul caso italiano è stata rapidissima, facilitata dalla lettera esplicativa inviata a Bruxelles dal ministro dell'economia Pier Carlo Padoan, che è stata recepita e valutata in termini molto positivi. Una parte del dibattito ha riguardato proprio la lettera di Padoan, che è stata resa pubblica dal governo, e la sua differenza di status rispetto alle altre due analoghe missive inviate dai ministri finanziari francese e belga, che invece sono rimaste confidenziali. La commissione vorrebbe evitare differenze di livelli di trasparenza nei diversi casi.

Per l'Italia, secondo le indiscrezioni raccolte è stato riconosciuto che i progressi ci sono stati, e che c'è la volontà piena da parte del governo di attuare le riforme strutturali.

Durante il dibattito, sempre a quanto si apprende, nessun commissario ha svolto il ruolo del 'falco', nè il vicepresidente all'Euro e al Dialogo sociale, Valdis Dombovskis, nè tantomeno il commissario agli affari economici e finanziari Pierre Moscovici né lo stesso presidente, Jean-Claude Juncker, e neanche l'ex commissario agli affari economici Jyrki Katainen, oggi responsabile per la crescita, intervenuto solo sull'altro punto in agenda, il piano Ue per gli investimenti, che sarà sotto la sua diretta responsabilità. E non ha neanche parlato il commissario tedesco Guenther Oettinger, che qualche giorno fa aveva attaccato la Francia, accusandola di poco rigore.

 

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