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pubblicato il 07/nov/2014 16:36

Coldiretti: +45% import olio oliva, straniero in 2 bottiglie su 3

Mancanza di trasparenza sull'etichetta

Coldiretti: +45% import olio oliva, straniero in 2 bottiglie su 3

Roma, 7 nov. (askanews) - Le importazioni di olio di oliva dall'estero sono aumentate del 45 per cento rispetto allo scorso anno con un Paese come la Spagna che ha addirittura quasi quadruplicato le spedizioni verso la Penisola (273 per cento), ma sul mercato è praticamente impossibile riconoscere il prodotto straniero per la mancanza di trasparenza in etichetta. E' la Coldiretti a lanciare l'allarme sull'invasione di olio di oliva dall'estero, sulla base dei dati Istat relativi ai primi sette mesi del 2014.

Se il trend sarà mantenuto l'arrivo in Italia di olio di oliva straniero raggiungerà nel 2014, il massimo storico con un valore pari al doppio di quello nazionale che registra un produzione attorno alle 300mila tonnellate.

"In altre parole due bottiglie su tre riempite in Italia contengono olio di oliva straniero ed occorre adottare tutte le misure necessarie per garantire trasparenza negli scambi, combattere i rischi di frodi e assicurare la possibilità di fare una scelta di acquisto consapevole ai consumatori italiani", ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel chiedere di mettere a punto "una task force coordinata di controllo per l'immediata attuazione delle norme contenute nella legge "salva olio" approvata dal Parlamento".

Il richiamo - precisa la Coldiretti - in particolare, è alle norme sul funzionamento del mercato e della concorrenza: dalla previa autorizzazione del Ministero delle Politiche agricole all'ammissione al regime di perfezionamento attivo nel caso di acquisto dai Paesi extra Ue di miscele di olio fino alla disciplina contro il segreto, che contempla l'accesso ai documenti degli uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera delle informazioni detenute attraverso collegamenti a banche dati elettroniche. L'Italia è il primo importatore mondiale di oli di oliva che vengono spesso mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all'estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri.

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