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pubblicato il 01/ott/2015 18:41

Cnr, tra ricerca e imprese nuove strategie di collaborazione

Il DG Annunziato: fondamentale nostro ruolo in partnership

Cnr, tra ricerca e imprese nuove strategie di collaborazione

Roma, (askanews) - Quale il rapporto tra ricerca e impresa e soprattutto quali nuove opportunità di collaborazione. Un tema fondamentale, quello legato alla Ricerca & Sviluppo declinata in termini industriali, che ha chiamato a raccolta a Roma nella sede del Cnr molti stakeholder, e che ha fatto emergere il ruolo sempre più da protagonista del Consiglio nazionale delle ricerche verso l'innovazione, la valorizzazione e il trasferimento tecnologico delle conoscenze.

Oggi perltro, come è stato ricordato nel corso dell'evento, le nuove opportunità offerte dagli strumenti attivati in queste settimane dal Mise, incentivi fiscali, contributo ai brevetti, patent-box, così come più in generale dall'azione di governo in materia di ricerca e innovazione non possono non trovare nel Cnr un terreno favorevole. I contratti

di ricerca e di trasferimento tecnologico sono già cresciuti negli ultimi anni, poi ci sono gli accordi e la presenza

attiva nelle società partecipate, senza dimenticare il fenomeno delle società spin off.

Lo sforzo resta sempre quello di favorire effettive occasioni di incontro. Lo ha ribadito il direttore generale del Cnr Paolo Annunziato, ricordando quanto avvenuto ad esempio con il Patto con Confindustria, nei cui eventi sono state coinvolte 1.200 aziende.

"Il Cnr si propone come partner delle imprese per lo sviluppo della ricerca e dell'innovazione tecnologica, proprio con una logica di vera partnership, in un percorso di crescita della competitività basato su ricerca e su innovazione".

I dati, attuali e potenziali, del fenomeno parlano d'altronde da soli: la percentuale di imprese italiane che realizza R&S è di circa il 9% del totale, più o meno un quarto di queste lo fa al di fuori dell'azienda, attraverso rapporti con università, centri di ricerca e altre imprese, ma incontrando difficoltà a interagire con i centri di ricerca più sofisticati: l'accessibilità al credito, in particolare, rappresenta un ostacolo ancora forte.

Il Cnr con i suoi sette i Dipartimenti possiede un portafoglio di circa 450 titoli attivi, tre quarti dei quali consistenti in brevetti concessi o richiesti: sempre tre brevetti su quattro godono di tutela all'estero e circa un quarto è interessato da concreti processi di valorizzazione, che hanno portato ad una crescita dei ritorni economici del 30% nell'ultimo anno.

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