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pubblicato il 19/lug/2014 15:27

Cnhi: prove di dialogo Fiom-azienda, incontro 'importante'

(ASCA) - Torino, 19 lug 2014 - In un confronto che riecheggia quello recente tra Renzi e i grillini, pur senza diretta streaming, anche tra Fiom e Fiat, in versione Cnhi, qualcosa sembra muoversi, piu' per la verita' sul lato Fiom, che su quello aziendale. E cosi' la prima cosa che si registra e si evidenzia dopo l'incontro tra i vertici Fiom, con il segretario generale Maurizio Landini e delegazione aziendale di Cnhi guidata da Vincenzo Retus di questa mattina all'Unione Industriale di Torino per approfondire i contenuti del piano strategico annunciato a Detroit nel maggio scorso in riferimento al gruppo di veicoli industriali, e' la definizione di una discussione ''importante'', ribadita piu' volte dal sindacalista emiliano. Dietro ai contenuti affrontati questa mattina, si legge in sostanza il tentativo della Fiom di rientrare in gioco da quella che puo' essere considerata la seconda porta del gruppo. Visto che cio' non e' possibile in prima battuta nell'auto, nella Fiat ora Fca, per l'attenzione spasmodica e la briglia cortissima che l'ad Sergio Marchionne ha adottato su ogni tema dell'azienda, forse c'e' qualche possibilita' in piu', di farsi strada nei veicoli industriali. Toni piu' distensivi dunque, anche se non viene trascurata l'eventualita' di uno sciopero, dopo il successo mediatico inatteso, con tanto di reazione adirata di Marchionne dopo la protesta Maserati. Nel prossimo autunno, se le richieste della Fiom, e in particolare tavoli unici con gli altri sindacati, assemblee, elezione delle Rls e soprattutto rielezione unitaria di tutte le Rsa, non dovessero trovare risposta, la Fiom proclamera' un nuovo stop. ''E' stato importante avere un confronto sulle strategie - ha detto oggi Landini - e questo incontro conferma che non siamo al gruppo Fiat che conoscevamo: oramai ci sono due gruppi, due piani strategici due progetti di investimento e quindi questo e' un fatto in se' significativo, anche se non risolve il problema delle relazioni. Allo stesso tempo abbiamo riconfermato la necessita' di tornare a un sistema di relazioni sindacali normali ai cui tavoli sono presenti tutte le organizzazioni e in cui sia possibile discutere di tutti i temi. Oggi si e' discusso di strategie generali , illustrando e approfondendo quanto annunciato a Detroit, L'azienda ha detto di puntare e di voler sviluppare 62 prodotti su quattro brand, con una conseguente difesa e sviluppo dei livelli occupazionali (circa 18.500 addetti in Italia, ndr). Noi abbiamo chiesto un confronto stabilimento per stabilimento. L'azienda ha dato disponibilita' ad affrontare questo e allo stesso tempo andremo a fare le assemblee con tutti i lavoratori. Abbiamo poi riproposto all'azienda quanto abbiamo gia 'detto a Fim e Uilm: che e' necessario andare alla rielezione di tutti i rappresentanti alla sicurezza e al rinnovo generalizzato di tutte le rappresentanze sindacali. Rimangono una serie di problemi non risolti - ha detto Landini - , ma il fatto di aver sviluppato questo confronto ci sembra un elemento che ha una sua importanza''. Quanto al fatto che siano gli altri sindacati, i firmatari, a frenare per un tavolo comune, Landini ha osservato: ''altre organizzazioni continuano ad avere una posizione anacronistica. Dicono, malgrado la corte costituzionale la pensi diversamente, che per sedersi allo stesso tavolo bisogna aver firmato gli stessi accordi, questo e' un principo da superare. Sarebbe utile - prosegue Landini - che le altre organizzazioni sindacali si rendessero conto, che questo sistema che la Fiat si e' data le indebolisce.

Quella che doveva essere la vertenza sul salario (finita con l'una tantum a 260 euro, ndr) dimostra che se si sta dentro lo schema deciso da Fiat non c'e' molto da contrattare per nessuno, e mi sembra che in questi anni piu' che i sindacati confederali siano cresciuti i sindacati aziendali interni alla Fiat. E' una riflessione che dovrebbero fare - osserva il leader della fiom - , dicono che e' importante firmare gli accordi ma e' importante vedere anche quale effetto ha avuto l'accordo che hai firmato, non mi pare che abbiano avuto un particolare spazio. Ripartire dalla rielezione delle Rsa, prosegue Landini ''e' un modo intelligente per tutti vuol dire mettersi alla prova e sottoporsi al voto e dare un messaggio ai lavoratori, per partecipare e decidere''.

Se tutto cio' non dovesse avere sbocchi concreti, Landini sventola nuovamente la bandiera dello sciopero: ''se non viene fatto, se non ci vengono date le assemblee, e' chiaro che a settembre dovremo valutare anche da soli cosa mettere in campo, faremo come alla Maserati: chi ha pensato uscendo da confindustria e dal contratto nazionale, e che esistessero soltanto i sindacati che dicevano loro e che i lavoratori non erano piu' in grado di fare nulla, hanno trovato una situazione un po' diversa. Capisco che si possano agitare.

Come l'azienda ci ha spiegato che il piano e' costruito sui brand, noi abbiamo replicato che anche la Fiom ha un discreto brand. E che intende valorizzarlo. E visto che i lavoratori riconoscono la coerenza, questa e' una caratteristica a cui non vogliamo rinunciare''.

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