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pubblicato il 27/mar/2014 19:22

Cnel: Bonanni, va riformato ma abolire indennita' a consiglieri

Cnel: Bonanni, va riformato ma abolire indennita' a consiglieri

(ASCA) - Roma, 27 mar 2014 - ''La cancellazione del CNEL non costituisce ne' un risparmio (costa 12 milioni di euro in tutto e, con l'abolizione, si risparmierebbero solo 2 milioni di euro) ne' una semplificazione istituzionale''. Lo ha detto oggi il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni parlando ad un incontro con i delegati della Cisl. ''Se il problema fosse il risparmio, il risultato puo' essere conseguito eliminando i costi di auto-amministrazione, affidando questi compiti alla Presidenza del Consiglio e assegnando al CNEL solo il personale di supporto professionale ai lavori dell'Assemblea. Si puo' abolire ogni indennita' fissa mensile ai consiglieri, come dovrebbe avvenire per i trattamenti, di ben altra entita', dei componenti del nuovo Senato. Ne' la cancellazione dell'articolo 99 della Cost. e' una semplificazione istituzionale, ma riguarda la ben piu' significativa messa in discussione del ruolo dei corpi intermedi per lo sviluppo della persona, per la partecipazione e la solidarieta' tra i cittadini, cioe' nell'assetto di pluralismo politico sociale che caratterizza l'ordinamento costituzionale italiano.

Sarebbe un arretramento gravissimo anche rispetto all'Europa per il rilievo istituzionale del CESE e i Comitati Economici e Sociali di cui si sono dotati quasi tutti i Paesi membri''.

''Nel momento in cui si pone mano alla riforma del Parlamento, - aggiunge Bonanni - e' ancora piu' necessario prevedere una istituzione in cui gli interessi sociali ed economici della societa' civile condizionati come sono da profondi cambiamenti possano esprimersi in modo istituzionale al di la' delle congiunture e delle dialettiche politiche.

Pertanto la sfida e' quella di riformare in modo incisivo con legge ordinaria la funzione del CNEL, per renderlo ancor di piu' una istituzione rappresentativa ed efficace nel processo di formazione democratica delle decisioni: dalle attivita' istruttorie a sostegno del dialogo sociale, alla obbligatorieta' dei pareri sulle riforme economiche e sociali, al potenziamento dell'attivita' legislativa, all'impegno centrale sulle politiche dell'UE in collegamento con il CESE, alla valutazione delle principali politiche pubbliche, al potenziamento dell'Archivio della contrattazione nazionale e di secondo livello, alla certificazione della rappresentativita' delle Parti sociali''.

red/did/

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