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pubblicato il 18/ago/2015 13:56

Cina, la crisi ombra: preoccupa crollo società pubblica garanzia

Nella provincia di Hebei, 11 banche-ombra chiedono salvataggio

Cina, la crisi ombra: preoccupa crollo società pubblica garanzia

Roma, 18 ago. (askanews) - Debiti di cattiva qualità e rischio di azzardo morale sono gli incredienti del crollo di una società pubblica di garanzia sui crediti nella provincia settentrionale cinese di Hebei. La storia, raccontata dal Financial Times, è esemplificativa delle crescenti preoccupazioni per la crescita delle insolvenze nell'economia cinese, specialmente sul versante dei prestiti erogati dalle cosiddette 'banche ombra' istituzioni creditizie poco regolamentare che erogano finanziamenti a clienti più a rischio ad alti tassi d'interesse.

Negli ultimi giorni, riporta il Ft, 11 banche-ombra hanno dunque scritto una lettera aperta ai vertici del partico comunista della provincia di Hebei chiedendo un salvataggio pubblico della Hebei Financing Investment Guarantee Group che - secondo la rivista finanziaria specializzata Caixin - ha fornito garanzie su prestiti per 50 miliardi di renminbi (circa 7,05 miliardi di euro) a una cinquantina di istituzioni finanziarie, più della metà delle quali catalogabili come enti non bancari che prestano a società immobiliari e a settori produttivi in eccesso di capacità. Le difficoltà della Hebei Financing risalgono allo scorso gennaio quando la società pubblica ha interrotto tutti i pagamenti sulle sue garanzie dopo la sostituzione del suo presidente. Se l'ente di garanzia non dovesse pagare - è il timore dei ricorrenti - potrebbero innescarsi insolvenze a catena per almeno 24 gestori di patrimoni ad alto rendimento (WMP).

Per le autorità cinesi l'opzione di salvare società decotte appare sempre più problematica, trovandosi a dover scegliere tra una stabilità finanziaria di breve periodo e una disciplina finanziaria che assicuri equilibri più duraturi lasciando uscire dal mercato le società decotte. Secondo molti analisti una serie di salvataggi effettuati negli ultimi anni hanno infatti incoraggiato un'ondata di finanziamenti irresponsabili grazie alla convinzione che il governo di Pechino non tollererà ulteriori fallimenti.

Anche se - si legge ancora sul Ft - la Hebei Financing garantiva i finanziamenti sottostanti l'attività delle gestioni ad alto rendimento WMP, tali prodotti collocati tra i risparmiatori non fornivano alcuna garanzia contro le perdite. La rivista Caixin riporta infatti che alcune società d'investimenti, temendo effetti reputazionali, hanno impiegato il loro spesso capitale per rifondere gli investitori. Ma gli 11 gruppi che hanno scritto la lettera aperta al partito comunista hanno scelto un atteggiamento diverso, premendo per un salvataggio pubblico.

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