mercoledì 22 febbraio | 02:48
pubblicato il 31/ago/2015 12:51

Cina, basta con aiuti, ora scatta repressione contro cali Borse

Ft: pentiti anche su trasparenza. Stretta subito dopo maxi parata

Cina, basta con aiuti, ora scatta repressione contro cali Borse

Roma, 31 ago. (askanews) - Basta con la carota, adesso Pechino ha deciso che per rimettere in riga i mercati ci vuole il bastone. Secondo il Financial Times le autorità sono insoddisfatte dei risultati ottenuti mediante i massicci interventi espansivi effettuati negli ultimi due mesi contro i crolli dei mercati azionari, e si apprestano a ridurre queste operazioni per rafforzare invece le misure repressive, contro tutti coloro ritenuti responsabili di "destabilizzazione".

Inoltre i policy maker del gigante asiatico avrebbero concluso che si è anche esagerato con la trasparenza sulle informazioni: si è lasciato che troppe fossero di dominio pubblico. Il quotidiano finanziario cita il resoconto di un vertice tenuto giovedì scorso. Pechino ora intenderebbe punire coloro che hanno approfittato delle manovre pubbliche per ottenere profitti mentre ostacolavano l'obiettivo governativo di stabilizzare i mercati.

La scorsa settimana l'autorità di vigilanza ha convocato una ventina di società di brokerage intimando loro di aumentare i controlli e riferendo che di recente 22 casi di insider trading o manipolazioni dei mercati sono stati trasmessi alla polizia. Nel mirino

L'unico intoppo è che per effettuare questo giro di vite bisognerà attendere ancora qualche giorno perché le autorità non vogliono guastare il clima trionfalistico per la mega parata militare con cui questa settimana verrà celebrato il 70esimo anniversario della vittoria nella II guerra sino giapponese. Oggi Shanghai ha chiuso con un limitato meno 0,78 per cento, la più piccola Shenzhen con un calo più marcato, meno 2,44 per cento, mentre Hong Kong con un più 0,27 per cento.

In generale, l'azionario cinese ha perso circa il 37 per cento rispetto al picco di metà giugno, nonostante che negli ultimi mesi il gigante asiatico abbia speso l'equivalente di 200 miliardi di dollari per arginare la caduta, e mobilitando un quantitativo di fondi ancora più rilevante.

Intanto Goldman Sachs è solo l'ultima tra diverse banche d'affari e istituzioni ad aver rivisto al ribasso le previsioni di crescita sulla Cina: 2016 6,4 per cento, 2017 6,1 per cento, 2018 5,8 per cento, circa 0,4 punti in meno rispetto alle stime precedenti.

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Taxi
Taxi, Padoan: liberalizzazione va fatta ma con transizione dolce
Moda
La moda porta a Milano 1,7 mld al mese, un terzo viene da estero
Conti pubblici
Padoan: domani procedura Ue più vicina? Direi proprio di no
Taxi
Taxi, Delrio: si lavora insieme se non ci sono violenza e minacce
Altre sezioni
Salute e Benessere
Percorso rapido per emergenze al Fatebenefratelli Roma
Motori
Man lancia due iniziative per salute e sicurezza degli autisti
Enogastronomia
Peroni Senza Glutine sul podio del World Gluten Free Beer Award
Turismo
Lourdes, destinazione turistica a 360 gradi
Energia e Ambiente
Energia, nanosfere di silicio per finestre fotovoltaiche economiche
Moda
Il business della Moda porta a Milano 1,7 miliardi al mese
Scienza e Innovazione
Elicotteri italiani AW-139 in Pakistan, nuovo ordine per Leonardo
TechnoFun
Eutelsat a quota 1000 canali HD trasmessi su propria flotta
Sistema Trasporti
Il mondo in coda: strade sempre più trafficate, anche in Italia