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pubblicato il 11/dic/2013 17:01

Cgil: manifestazioni preoccupano quando si qualificano per violenza

Cgil: manifestazioni preoccupano quando si qualificano per violenza

(ASCA) - Roma, 11 dic - Le manifestazioni che sotto il titolo giornalistico dei 'Forconi' animano in questi giorni le piazze italiane preoccupano quando si qualificano per gli atti violenti che si stanno ripetendo con forza e che vanno sempre e in ogni caso condannati e fermati. E' quanto afferma la Cgil sottolineando che in particolare, in queste ore, si stanno verificando azioni intimidatorie e provocatorie, anche violente, in molte aree del Paese. Solo a titolo di esempio gravi fatti sono accaduti ad Andria, Barletta, Cerignola, Biella e Savona, dove non solo e' stato impedito lo svolgimento delle attivita' lavorative, ma si anche tentato di ostacolare l'esercizio dell'attivita' sindacale, con gravi minacce, lancio di oggetti e qualche caso di tentativi di irruzione nelle Camere del Lavoro. ''Manifestare e' un diritto di tutti - afferma la Cgil - ma tale diritto va esercitato nel rispetto del principio incontrovertibile della non violenza, della non intimidazione e del rispetto delle liberta' di ogni lavoratore e di ogni impresa di poter svolgere liberamente la propria attivita'.

L'assalto ai luoghi di lavoro e alle sedi sindacali e' inaccettabile. Si tratta di atti di assoluta prevaricazione che devono essere impediti sul nascere. Il dipartimento organizzazione della Cgil, visto il degenerare della situazione, ha inviato una nota a tutte le proprie strutture nella quale si dispone il rafforzamento dei presidi nelle sedi sindacali e si chiede di innalzare il livello di vigilanza. In ogni capoluogo di Provincia verra' avanzata agli organismi preposti alla sicurezza e all'ordine pubblico, la richiesta di porre la massima attenzione a prevenire le possibili tensioni che possano ingenerare manifestazioni facinorose e squadriste e a reprimere ogni tentativo violento di intimidire aziende, lavoratori o loro rappresentanti sindacali.

L'eterogeneita' delle rivendicazioni alla base della protesta e' sicuramente sintomo del disagio diffuso che si e' approfondito in una delle piu' lunghe crisi della storia e che per giunta non e' stata contrastata adeguatamente. Nello stesso tempo e' proprio questa eterogeneita' che rende difficile individuare risposte e si presta a quelle pericolose invocazioni autoritarie che sono echeggiate nelle piazze e fanno dubitare delle reali finalita' di questo movimento. Fa un grave errore chi pensa di cavalcare questa protesta per delegittimare ulteriormente la politica e le istituzioni, come sbagliato e foriero di possibili gravi conseguenze, e' la continua delegittimazione che trasversalmente una parte del sistema politico sta compiendo nei confronti delle associazioni di rappresentanza sociale e del sindacato in particolare, indicate, a torto e strumentalmente, come i soggetti responsabili dell'attuale situazione e quindi da cambiare, cancellare o annullare.

red/did/

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