martedì 17 gennaio | 08:59
pubblicato il 16/set/2014 18:31

Cgil: da Renzi nessuna indicazione su economia

(ASCA) - Roma, 16 set 2014 - "Dall'illustrazione del secondo programma del governo Renzi, quello dei mille giorni, svolta oggi in Parlamento, continuano a mancare indicazioni precise su quali saranno le misure economiche che l'esecutivo intende adottare non tra tre anni, ma nelle prossime settimane, per rilanciare l'economia del Paese, contrastare la disoccupazione, rendere il sistema produttivo e amministrativo italiano moderni, competitivi e dinamici". E' quanto si legge in una nota della Cgil, che aggiunge: "La grande assente dal discorso del Presidente del consiglio e' stata, infatti, l'economia che invece doveva essere quella su cui avrebbe dovuto incentrare il suo discorso. Nelle sue parole non si sono viste ne' il progetto a lungo termine, ne' sono state delineate le misure a breve". "Anche sul lavoro - prosegue la nota di corso d'Italia - il Presidente del consiglio non ha fornito che spunti allusivi. Sul lavoro il governo continua a dare messaggi contrastanti: da un lato i proclami sulla lotta al precariato, dall'altro il decreto sulla liberalizzazione dei contratti a termine. Ora si torna ad affermare la necessita' di cancellare le differenze tra lavoratori garantiti e non. E' quanto chiediamo da anni. Il governo sia coerente superi il decreto Poletti e faccia una riforma vera cancellando le troppe forme contrattuali che precarizzano il lavoro".

"Sugli ammortizzatori scopriamo che la riforma si fara' con la legge di stabilita' e che si superera' la cassa integrazione.

Ancora una volta sono dichiarazioni oscure che lasciano dubbi sulla reale direzione riformista che il governo intende adottare.

L'unica cosa condivisibile e' che non c'e' tempo da perdere per dare una scossa all'economia e al lavoro ma se la ricetta non cambia saremmo alle solite. Non e' piu' possibile che a pagare il costo dei gravi errori che i governi precedenti hanno commesso siano ancora una volta i giovani, i disoccupati e i lavoratori.

Non e' piu' accettabile una politica e un governo che continui a ridurre le tutele destinando a chi lavora un unico campionato in serie B. La Cgil si augura che non si vogliano riproporre politiche sbagliate e inutili ai fini della ripresa economica e occupazionale, di riduzione e sottrazione dei diritti, per altro con decreto legge, cancellando qualsiasi possibilita' di discussione", conclude la nota.

DID

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