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pubblicato il 06/mag/2014 13:03

Cgil: Camusso, sia casa e non condominio litigioso

Cgil: Camusso, sia casa e non condominio litigioso

(ASCA) - Rimini, 6 mag 2014 - La Cgil deve essere una ''casa'' e non un ''condominio'' che ha di solito una ''assemblea litigiosa''. Lo ha detto il segretario generale Susanna Camusso, aprendo i lavori del Congresso di Rimini. ''La casa comune - ha detto - ha spazi liberi, decisioni comuni, decide l'assemblea, il nostro direttivo, e' solidale perche' insieme si mantiene la casa, la si rende piu' bella e piu' partecipata. Ha un vincolo generale unico, quello delle regole e dei comportamenti ed alimenta idee e pluralita', perche' conosce il limite collettivo''. Al contrario ''il condominio ha porte chiuse, l'assemblea in genere litigiosa, discute per quote di proprieta', se qualcuno decide puo' mettere anche la porta blindata. Raramente ho visto in un condominio l'assemblea correre incontro ad un condomino in difficolta'. Gli appartamenti del condominio possono diventare le nostre strutture, verticali e a volte orizzontali, ed appartamenti del condominio diventano anche le forme organizzate del pluralismo, se troppo spesso si trasformano in formazioni immutabili. Con l'effetto sempre piu' evidente di congelare la dialettica e ridurre i tanti pluralismi che ci attraversano e che non si organizzano in area. Ogni appartamento ha la sua democrazia interna, piu' o meno verticalizzata e propone agli altri il cosi' ho deciso, al massimo si somma, non piu' le regole e i comportamenti terreno condiviso di appartenenza. Nel tempo - ammonisce la Camusso - un'organizzazione cosi' si penalizza perche' somma e non sceglie, perche' prevalgono i forti e chi urla di piu' e si perdono di vista i piu' deboli''.

Per la Camusso ''non si e' confederali perche' ognuno di noi attribuisce questa caratteristica al declinare delle sue peculiarita', si e' confederali se quella e' l'identita' collettiva a cui ci si propone di concorrere. Questo e' il male che da tempo ci attraversa, quello che non ha riparo nelle semplificazioni plebiscitarie''.

In questa situazione, ha concluso ''piu' democrazia e' necessaria e si fa mettendosi ognuno di noi un po' in discussione, sconfiggendo le solitudini, apprezzando la coralita'. Utilizzando l'unico principio democratico di decisione, quello che la maggioranza puo' decidere, assumendosi l'onere della ricerca della piu' ampia condivisione''.

afe/sam/alf

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