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pubblicato il 30/ago/2014 12:11

Cgia: l'economia criminale vale 170 miliardi di euro

(ASCA) - Roma, 30 ago 2014 - L'economia criminale vale 170 miliardi di euro all'anno. Una cifra imponente che, oltre a derivare da attivita' illegali, spesso viene riversata sul mercato finendo per inquinarlo e stravolgerlo. L'allarme e' lanciato dall'Ufficio studi della Cgia. Le Regioni piu' colpite sono state la Lombardia (11.575), il Lazio (9.188), la Campania (7.174), il Veneto (4.959) e l'Emilia Romagna (4.947). Quasi il 60 per cento delle segnalazioni registrate a livello nazionale e' concentrato in queste cinque Regioni. ''La stima del valore economico prodotto dalle attivita' criminali - dichiara Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia - e' il frutto di una nostra elaborazione realizzata su dati della Banca d'Italia. Va ricordato, in base alle definizioni stabilite dall'Ocse, che i dati prodotti dall'Istituto di via Nazionale non includono i reati violenti come furti, rapine, usura ed estorsioni, ma solo le transazioni illecite concordate tra il venditore e l'acquirente, come ad esempio contrabbando, traffico di armi, smaltimento illegale di rifiuti, gioco d'azzardo, ricettazione, prostituzione e traffico di stupefacenti. Detto cio', queste attivita' criminali fatturano 170 miliardi all'anno, l'equivalente del PIL di una regione come il Lazio''. La conferma dell'escalation del giro d'affari in capo alle organizzazioni criminali emerge anche dal numero di segnalazioni pervenute in questi ultimi anni all'Unita' di informazione finanziaria (Uif) della Banca d'Italia. Stiamo parlando delle operazioni sospette ''denunciate'' alla Uif da parte di intermediari finanziari (per l'80% banche, ma anche uffici postali, societa' finanziarie o assicurazioni). Ebbene, tra il 2009 ed il 2013 sono aumentate di quasi il 212 per cento. Se nel 2009 erano 20.660, nel 2013 hanno raggiunto quota 64.415, anche se va detto che il livello record e' stato toccato nel 2012, con 66.855 segnalazioni. (Segue) La Cgia ricorda che una volta ricevuti questi ''avvisi'', la Uif effettua degli approfondimenti sulle operazioni sospette e le trasmette, arricchite dell'analisi finanziaria, al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza (Nspv) e alla Direzione Investigativa Antimafia (Dia). Solo nel caso le segnalazioni siano ritenute infondate, la Uif le archivia. ''Ovviamente - prosegue Bortolussi - le organizzazioni criminali hanno la necessita' di reinvestire i proventi delle loro attivita' illecite nell'economia legale. E il boom di denunce avvenute tra il 2009 e il 2013 e' un segnale molto preoccupante. Pur non conoscendo il numero delle segnalazioni archiviate dalla Uif e nemmeno la dimensione economica di quelle che sono state successivamente prese in esame dalla DIA e dalla Polizia Valutaria, abbiamo il forte sospetto che l'aumento delle segnalazioni registrato in questi ultimi anni ci dimostri che questa parte dell'economia nazionale e' l'unica che non ha risentito della crisi''. eco/tmn

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