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pubblicato il 28/lug/2014 11:34

Cermes/Bocconi: tra 2011 e 2013 italiani tagliano consumi per 5,3 mld (

(ASCA) - Roma, 28 lug 2014 - Nel periodo 2011-2013 i consumatori italiani hanno reagito alla crisi riducendo i consumi per 5,32 miliardi di euro e modificando profondamente il modo in cui fanno la spesa. Il passaggio da marche piu' costose ad altre piu' economiche ha influito per 1,81 miliardi, la maggiore attenzione alle promozioni per 566 milioni, i maggiori acquisti ai discount per 450 milioni e gli acquisti di marche private (quelle con il marchio dei supermercati) per 365 milioni, ma la voce piu' consistente rimane la riduzione dei volumi, con un taglio di 2,13 miliardi.

''La ricerca mette in mostra un consumatore consapevole, attivo, che reagisce al deterioramento macroeconomico cercando soluzioni originali, che vanno dall'esplorazione di nuovi canali distributivi, all'attenzione spasmodica per le promozioni, all'approfondimento della conoscenza di internet'', afferma Valdani.

La riduzione di consumi delle famiglie residenti, negli ultimi anni, e' stata piu' forte della riduzione del pil: nel 2012, a fronte di una contrazione del pil del 2,4%, i consumi sono scesi del 4,5%, nel 2013 il pil si e' ridimensionato dell'1,9% e i consumi del 2,6% e per il 2014 si prevede che il gap si ridurra', ma rimarra' comunque intorno allo 0,2%.

Il cambiamento di abitudini piu' diffuso tra gli italiani, secondo la rilevazione del Cermes su 2.000 consumatori, e' la maggiore attenzione a sconti e offerte, seguito da un rinvio degli acquisti di abbigliamento in attesa dei saldi e da un maggiore sfruttamento delle promozioni per le spese alimentari. Gli italiani di ogni eta' - compresi ormai quelli tra i 55 e i 64 anni - utilizzano, inoltre, sempre piu' spesso internet per cercare i prezzi migliori di un prodotto.

Gli italiani hanno scelto strategie diverse a seconda del tipo di acquisto, come evidenzia il confronto tra l'alimentare e l'abbigliamento. Nell'alimentare il consumatore e' a caccia di promozioni e volantini e cosi' il maggiore utilizzo di discount, supermercati e ipermercati nell'ultimo anno va a discapito non solo dei negozi tradizionali, ma anche dell'online, mentre nell'abbigliamento l'online e' in leggera crescita e il canale ipermercati/centri commerciali arretra, a favore di outlet e discount.

did/

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