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pubblicato il 08/mag/2015 17:58

Cavallaro: Pa e fisco più urgenti delle riforme istituzionali

Sindacalista Cisal: Italicum? Va bene ma non è una vera priorità

Cavallaro: Pa e fisco più urgenti delle riforme istituzionali

Roma, (askanews) - L'Italicum non era una priorità assoluta per l'Italia; occorre entrare maggiormente sul merito delle questioni e sulle riforme di cui l'Italia ha più necessità. Lo sostiene Francesco Cavallaro, segretario generale della Cisal, che associa circa un milione e seicento mila lavoratori di tutti i settori.

Sulla riforma elettorale, Cavallaro, ospite negli studi di askanews, sottolinea: "Non ci appassiona questo ragionamento da un punto di vista sindacale perchè per noi queste non sono riforme prioritarie di cui l'Italia ha necessità, fermo restando che si può approvare che abbiano cominciato a farle. Dobbiamo entrare però più sul merito delle questioni e sulle riforme di cui l'Italia ha più necessità".

Sulla riforma della PA e la spending review, su cui il governo sta puntando, invece c'è un maggiore interesse: "Sicuramente ci interessa da vicino - afferma Cavallaro - perchè riguarda milioni di lavoratori, ma diciamo che le riforme non vanno solo annunciate ma anche fatte. Ad esempio, hanno sbandierato ai quattro venti la chiusura delle province e ora ci troviamo in uno stato di confusione da non capire se ci sono o no le province e che fine farà il personale in esubero".

Altro tema di attualità è quello della scuola. "Noi siamo dell'opinione che le decisioni debbano essere prese in maniera collegiale. Riteniamo che una buona riforma non sia solamente dire: prendiamo 100 persone e le mettiamo nel circuito lavorativo. Diciamo che per una buona scuola c'è bisogno di tutta una serie di operazioni. Assumiamo la gente a 1.200 euro, così li demotiviamo,e sono quelli che devono insegnare ai nostri figli. Alla fine la buona riforma non è così buona".

Infine, in merito alla sentenza della Corte Costituzuionale che ha annullato la deindicizzazione del potere d'acquisto delle pensioni, da 1.400 euro in su, decisa dal governo Monti, che rischia di aprire un buco nei conti dello Stato, il segretario generale Cisal sostiene: "Abbiamo dato un giudizio negativo sulla riforma Monti perchè abbiamo detto che non era il toccasana per risolvere i problemi dell'Italia e questa sentenza oggi ci dà ragione. Quello che ci preoccupa è come mai gli uffici legislativi non vanno a vedere questo tipo di operazioni, fermo restando che quando avremo la sentenza, andremo a fare delle valutazioni. Ma non può essere solo la categoria dei pensionati a pagare sempre per il grado di evasione che c'è in Italia. Bisogna pagare tutti per pagare di meno. Per questo abbiamo chiesto a gran voce la riforma del fisco".

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