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pubblicato il 06/ott/2016 13:33

Carni straniere e bresaola Valtellina Igp: così nasce la qualità

Il Consorzio di tutela: in Italia una filiera bovina da latte

Carni straniere e bresaola Valtellina Igp: così nasce la qualità

Milano, (askanews) - Brasile, Argentina, Irlanda, Francia o Germania. La carne della blasonata bresaola della Valtellina Igp proviene principalmente dall'estero. I produttori aderenti al Consorzio che la tutela dal 1998, utilizzano carni di zebù brasiliano piuttosto che cherolaise o limousine francesi. E questo per motivi che vanno dalla qualità richiesta alla carne di bovino alla quantità di materia prima necessaria a soddisfare una domanda di mercato che negli ultimi 15 anni è cresciuta del 39%. Mario Della Porta è il presidente del consorzio che conta 14 aziende associate per un totale di oltre 12mila tonnellate di Bresaola Valtellina Igp prodotta nel 2015

"Noi abbiamo bisogno di una materia prima molto giovane tra i 18 e i 24 mesi e in Italia abbiamo una filiera bovina dedicata principalmente alla produzione del latte che non va bene per fare il nostro prodotto quindi necessariamente dobbiamo andare all'estero per approvigionarci".

Oltretutto non si può comprendere fino in fondo questa dinamica del mercato se non si tiene conto anche del fatto che l'Italia ha uno storico deficit strutturale di carne bovina, in parte legato alla scarsità di terreni agricoli dedicati alla zootecnia. Una situazione completamente diversa dagli allevamenti sudamericani o anche solo europei: "La materia prima che arriva dal Sudamerica è carne allevata allo stato brado e quindi è carne ha una consistenza e una qualità molto buona che va molto bene per fare la bresaola. Quella del Sudamerica sicuramente è molto buona ma anche quella europea ha delle ottime qualità per la bresaola".

Il Consorzio rispetto all'origine della materia prima ha deciso di impegnarsi in una campagna di trasparenza che liberi il campo da discussioni speciose. Del resto sebbene più della metà degli italiani, come accerta una indagine Doxa, dica di non essere a conoscenza dell'origine, 7 su dieci dicono di non voler cambiare abitudini di acquisto dopo averlo scoperto. "Pensiamo che sia più premiante il fatto di dire come stanno le cose senza fare pensare al consumatore che noi cerchiamo di nasconderlo. Noi abbiamo tutta una serie di caratteristiche e peculiarità che penso ci premino e quella della materia prima è un aspetto su cui vogliamo fare trasparenza per dire le cose come stanno".

Anche perchè se per un italiano su due è il sistema di allevamento a dettare la qualità, la maggioranza, l'84%, chiede di essere informata sull'origine della carne utilizzata per la bresaola e il 64% vorrebbe avere spiegazioni e rassicurazioni sulla qualità della materia prima.

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