martedì 24 gennaio | 06:06
pubblicato il 29/mag/2015 09:50

Carlo Cottarelli: l'Fmi apprezza le riforme del governo Renzi

"Necessari tagli alla spesa in tutti i campi ma non alla Cultura"

Carlo Cottarelli: l'Fmi apprezza le riforme del governo Renzi

New York (askanews) - "La strategia di riforma del l'Italia è compresa molto bene, c'è un forte apprezzamento che è emerso anche durante l'ultima consultazione del Fondo monetario internazionale e c'è un forte sostegno all'azione fatta da questo governo per le riforme, in particolare per il lavoro, la Pubblica amministrazione e le popolari. Ovviamente però, il lavoro deve continuare".

Così Carlo Cottarelli, direttore esecutivo italiano presso il Fondo monetario internazionale ed ex commissario per la Revisione della spesa pubblica, ha commentato ad askanews la posizione dell'Fmi rispetto alle riforme che sta attuando in Italia il governo Renzi. Cottarelli inoltre si è soffermato anche sulle necessità di tagli alla spesa in tutti i settori.

"Fino al 2009 - ha detto - la spesa al netto degli interessi, che è quella che si può ridurre, è sempre aumentata. Dal 2009 in poi la spesa si è stabilizzata in termini di euro che si spendono, come potere d'acquisto si è ridotta circa del 10% che non è un taglio rilevante. Bisogna guardare a tutti i settori sulla base dei nostri studi quello in cui non si spende certo troppo è quello della cultura, in tutti gli altri settori c'è qualcosa che si potrebbe fare. Anche in quello della Pubblica istruzione e dell'Università anche se lì reinvestirei nel settore stesso le risorse risparmaiate perché non si spende troppo in questo settore".

Cottarelli ha appena dato alle stampe il libro "La lista della spesa" in cui ripercorre, appunto, gli interventi necessari per rimettere a posoto i conti pubblici.

"L'idea - ha spiegato - era scrivere un libro per spiegare che cos'è la spesa pubblica in Italia, cosa si è fatto per ridurla, cos'altro si può fare. Ci sono in giro troppe leggende metropolitane sulla spesa pubblica in Italia. Per questo s'intitola 'La lista della spesa', perché voleva essere un titolo oggettivo. Siccome non c'è niente di più oggettivo della lista della spesa, l'ho chiamato così".

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