martedì 24 gennaio | 06:19
pubblicato il 18/giu/2014 16:10

Carburanti: Gilotti, per rete efficiente tagliare 8 mila punti vendita

Carburanti: Gilotti, per rete efficiente tagliare 8 mila punti vendita

(ASCA) - Roma, 18 giu 2014 - E' necessario tagliare 8 mila punti vendita per avere una rete di distribuzione dei carburanti efficiente, con benefici per i consumatori e gli operatori. E' quanto indica il presidente di Unione Petrolifera, Alessandro Gilotti, nel suo intervento all'assemblea annuale sottolineando chesul tema della distribuzione c'e' una situazione di ''immobilismo non piu' sostenibile''.

L'automobilista si aspetta una rete carburanti che possa offrirgli una distribuzione efficiente e un'adeguata capillarita', standard di servizio europei, punti vendita sicuri, prodotti di qualita' e prezzi competitivi. ''Invece trova un numero di punti vendita quasi doppio rispetto all'Europa - sottolinea Gilotti - standard qualitativi ed erogati medi inferiori del 70%, un'ampia diffusione del self?service ma uno scarso non?oil, ancora troppi impianti insicuri per il Codice della strada, una rete che movimenta 50 miliardi all'anno in contanti e divenuta sempre piu' oggetto di fenomeni di attacchi criminali''.

Al riguardo uno studio commissionato da UP a Nomisma Energia rileva che per una rete efficiente servono meno impianti e ''i primi benefici si comincerebbero ad avere riducendo la rete dagli attuali 23.000 punti vendita a 19.000, mentre l'obiettivo ottimale sarebbe di 15.000''.

''Ridurre il numero di punti vendita - continua Gilotti - mi sembra ormai un obiettivo condiviso da molti, ma per farlo occorrono misure cogenti che impediscano l'aggiramento delle norme nazionali con deroghe locali, soprattutto per quanto riguarda la chiusura degli impianti che non rispondono alle norme sulla sicurezza stradale e che spesso i Comuni tollerano''. Secondo Gilotti pertanto e' ''essenziale recuperare il DDL collegato alla Legge di Stabilita' 2014 che andava proprio in questa direzione, ma che non e' mai stato trasmesso al Parlamento per iniziarne l'esame. Un testo su cui vi era un'ampia convergenza anche da parte delle associazioni dei gestori, ma su cui i retisti privati, che rappresentano il 50% della rete, si sono dichiarati contrari. E' giunto il momento di tirarlo fuori dal cassetto e vincere le resistenze di chi sino a oggi si e' opposto per motivi che appaiono anacronistici''. did/

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