sabato 21 gennaio | 23:37
pubblicato il 18/ott/2013 16:07

Cantieristica: Uilm, partire da piano efficientamento Marina Militare

(ASCA) - Roma, 18 ott - ''E' necessario un impegno serio da parte del Governo, coerente anche con quanto finora e' emerso nella legge di Stabilita', a partire dal piano di efficientamento presentato dalla Marina Militare Italiana''.

Lo ha detto Mario Ghini, segretario nazionale della Uilm, nel corso della Tavola rotonda su ''Pil: economia del mare e industria,sinergie e sistemi'' tenuta oggi al GranHotel Savoia a Genova, a cui partecipano, tra gli altri, il Capo di stato maggiore della Marina Militare, ammiraglio Giuseppe De Giorgi e la Sottosegretaria di Stato alla Difesa Roberta Pinotti. ''Occorre - ha continuato Ghini - salvaguardare il ruolo della Marina e consolidare e rafforzare tutta l'industria della difesa nazionale. L'obiettivo di rinnovare una obsoleta flotta navale italiana, consentirebbe di concentrare investimenti nei settori a fortissimo ritorno occupazionale, di garantire allo Stato un sufficiente ritorno finanziario dell'investimento, di rilanciare, in tale logica, gli investimenti alla ricerca ed alla innovazione. Potrebbe soprattutto garantire, per i lavoratori dell'industria della difesa ed in particolare per il settore navale, una prospettiva certa di uscita dalla spirale della cassa integrazione e di ritorno ad una piena e duratura occupazione''. ''Riteniamo - ha aggiunto il sindacalista - che il valore della cantieristica nel sistema della Difesa italiana, significhi, incentivare anche altre aree di ricerca e del settore stesso; infatti, gli investimenti nella cantieristica militare, coprono per circa il 50% con componenti come l'elettronica, i sistemi di difesa, il sistema missilistico, l'elicotteristica. L'importanza di questa opzione e' sottolineata dal fatto che queste risorse una volta impegnate, per circa il 90% resterebbero in Italia, senza andare a favorire investimenti esteri che peggiorerebbero la nostra bilancia commerciale. Non e' secondario l'importante ritorno finanziario dovuto al maggior gettito fiscale diretto e indiretto, a cui va aggiunto il cospicuo risparmio dei costi degli ammortizzatori sociali''. Per il sindacalista della Uilm uscire dalla crisi nella cantieristica si puo': ''E' il settore industriale con il piu' alto moltiplicatore occupazionale - ha affermato - che lo porta ad essere il primo col piu' alto grado di assorbimento di manodopera. Investire nella cantieristica militare, significa sostenere anche l'esistenza della cantieristica civile, considerato l'inscindibile valore sinergico dei due settori industriali. L'uscita dalla crisi, il rilancio del manifatturiero, la tenuta sociale passano attraverso la capacita' di orientare le scelte di politica industriale in direzione del progresso tecnologico, dello sviluppo e della crescita della base occupazionale, anche valorizzando gli investimenti nell'ambito della sicurezza nazionale''.

red/glr

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