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pubblicato il 11/mar/2013 09:17

Cambi: Payrolls ok e Greenback su (analisi Fxcm)

(ASCA-FXCM) - Roma, 11 mar - Il Dow Jones FXCM Dollar Index su nuovi massimi assoluti indica perfettamente il principale tema del mercato. Il dollaro americano si dimostra la valuta piu' in grado, in questo momento, di catalizzare flussi di liquidita' in acquisto e la reazione ai dati su nuovi posti di lavoro creati e tasso di disoccupazione dello scorso venerdi' ne sono stati una dimostrazione emblematica. I dati americani sulla release dei Non Farm Payrolls hanno visto un dato superiore alle 200mila unita' - 236mila per la precisione - contro aspettative che si attestavano a 160k, mentre il tasso di disoccupazione e' risultato in decrescita di 0,2 punti percentuali a quota 7,7%, anche se va detto che la base partecipativa al calcolo e' diminuita a sottolineatura del fatto che stiamo assistendo ad una contrazione delle persone che stanno ricercando attivamente un lavoro. Dopo il Beige Book dei 12 Distretti della Fed della settimana scorsa, il quale ha svelato una situazione di moderata ripresa e dopo il dato di venerdi', il dollaro americano ha reagito nel senso macroeconomico del termine, rafforzandosi a tutto campo. Si e' percio' avuta un'altra lampante conferma di come vengano percio' meno le dinamiche risk-on/ risk-off che hanno guidato il mercato fino ai mesi ultimi dell'anno scorso e che, a fronte di un positivo dato americano sullo stato del mercato del lavoro, ci avrebbero permesso di assistere a vendite di greenback volte a finanziare ricerca di rendimenti piu' elevati attraverso acquisti di euro e commodities currencies, indici azionari e le stesse materie prime. In questo momento il mercato risponde a pure logiche macroeconomiche, che premiano le pubblicazioni di dati positivi e le prospettive migliorative dei fondamentali, proprio come e' avvenuto nel caso americano. Il dollaro americano ad ora risulta la piu' forte tra le valute del cosiddetto G10 del Forex; sin dall'inizio di quest'anno, infatti, esso ha guadagnato sia in situazioni di avversione che propensione al rischio, dicotomia che appunto diventa ora antiquata nella spiegazione della dinamica evolutiva del biglietto verde. Cio' che sta avvenendo e', con molta probabilita', e' che il dollaro stia effettuando una transizione da valuta di finanziamento a valuta di crescita. Tale transizione e' rialzista perche' i carry trade di lungo termine, volti a sfruttare i differenziali strutturali dei tassi di interesse, stanno via via andando a ridursi. Inoltre, il miglioramento della situazione economica a stelle strisce sia di breve che di medio termine - e i dati di venerdi' ne sono ampia dimostrazione - potrebbe, e con ogni probabilita' gia' lo sta facendo, attrarre nuovi investimenti in dollari americani; cio' potrebbe avvenire anche in maniera relativamente veloce in quanto buona parte degli investimenti che si erano spostati off-shore negli anni scorsi potrebbero ritornare negli Stati Uniti per la banale logica per la quale in questo momento risulta piu' facile far rientrare i capitali in patria piuttosto che investirli in mercati emergenti che pur presentano piu' focolai d'attenzione. Certamente sussistono dei rischi politici e basti pensare come il Presidente Obama debba far fronte a un ramo del parlamento in cui non possiede la maggioranza e che puo' frenarne il cammino programmatico, ma per quanto concerne l'innalzamento del tetto del debito pubblico e i tagli alla spesa sembra che via via si possano trovare accordi positivi per la gestione della situazione, che dunque sta riportando fiducia per nuovi afflussi di capitali negli USA e quindi in dollaro americano. Il Dollar Index ha percio' raggiunto nuovi massimi rompendo il 10.525 fino a 10.580, riflettendo i buy di greenback contro euro, sterlina, yen e a dollaro australiano. L'unica anomalia a livello valutario e' stata rappresentata dal dollaro canadese che e' andato a rafforzarsi contro il ''cugino'' a fronte di ottimi dati sul fronte immobiliare (ricordiamo come vi siano rischi di bolla immobiliare in Canada) e che dunque ha impedito al cambio usd/cad di mettere a segno nuovi massimi. Per breve analisi intermarket, invece vale la pena sottolineare come l'azionario abbia tenuto sostanzialmente i massimi, con gli indici Usa che hanno perfino provato rotture rialziste, mentre il petrolio sia andato a consolidarsi in area 91,50 e l'oro che ha mostrato forte volatilita' ma che sostanzialmente si e' ancorato ai valori medi di breve periodo in area 1580 dollari l'oncia. La settimana che si apre dal punto di vista dei dati e delle news sara' sicuramente meno ricca di quella appena trascorsa ma potra' rivelarsi importante per capire se la logica sopra descritta che vede il dollaro come asset-currency potra' trovare conferma o meno. EurUsd. Se si guarda ad un grafico giornaliero dell'Eurodollaro e' singolare notare come la long white di giovedi' sulle parole del Presidente BCE Draghi sia stata praticamente annullata invece dal ribasso di venerdi' sui payrolls, riportando di fatto il cambio dapprima sui minimi in area 1,2960 per poi stabilizzarlo in area 1,30. Da un punto di vista macro abbiamo gia' detto come potrebbero prevalere gli acquisti di dollaro USA che nel caso penalizzerebbero l'euro che invece continua ad essere attraversato da numerose problematiche, l'incertezza politica italiana su tutte. Da un punto di vista tecnico continuiamo a trovarci all'interno dell'ampio canale discesista che descrive il prezzo ormai da oltre un mese, con i supporti statici che hanno comunque ben tenuto e con la formazione di una bella congestione, ben visibile sull'orario, sfruttabile sugli incrementi di volatilita': al rialzo solo al decisivo superamento del pivot point e proprio della trendline discesista che transita per 1,3030, per ritorni sui primi livelli a 1,3085 e 1,3120 in estensione. Ben piu' interessante sarebbe invece lo scenario ribassista che porterebbe a veri e propri breakout con preciso target a 1,2885. UsdJpy. Gran bello strappo rialzista del cambio, indice di come potrebbero ripartire in maniera massiccia le vendite di yen. La famosa media a 100 periodi sul monthly che aveva fatto da scudo al prezzo proprio a febbraio e' stata ben superata e cio', per quanto poco utile a livello pratico nel trading intraday e swing, e' sicuramente indicativo per la chiave di lettura della price action del cambio. Sul grafico orario si nota come vi sia un progressivo restringimento del range dei prezzi, dopo la tranquilla sessione asiatica di apertura settimanale, che ha concorso nella formazione di un cuneo rialzista che sul pullback della media a 21 periodi del grafico orario potrebbe nuovamente premiare gli acquisti con rottura dei massimi relativi a 96,30 e arrivi sui successivi livelli in area 97,00/20. Il superamento della media stessa al ribasso potrebbe invece condurre a correzioni piu' importanti, sfruttabili al perforamento ribassista del pivot sotto 95,75 per target a 95,10. EurJpy. L'euroyen e' stato attraversato nella giornata di venerdi' da una concomitante debolezza di euro e di yen che ha fatto si' che no vi fossero rotture rialziste ulteriori rispetto a quelle di giovedi' ma neanche approfondimenti ribassisti al di la' del piu' importante supporto a 124. Anche in questo caso vale la pena, per buoni risk/reward, operare su superamenti dei massimi relativi a 126 con target a 126,90 o specularmente in vendita sotto 124 con preciso target in area 123. GbpUsd. Perdura senza soluzione di continuita' la grande debolezza di sterlina con il cable che insiste nel mettere a segno nuovi minimi. La strada verso l' importante supporto a 1,4780 sembra infatti sempre piu' segnata, mentre qualche spunto rialzista sorge con la divergenza tra prezzo e oscillatore stocastico sul grafico a 4 ore che pero' potrebbe essere prontamente arrestata dalla media a 21 periodi sempre estremamente precisa nei pullback per ripartenze discesiste. Anche in questo caso, si pua' sfruttare la violazione della congestione notturna sopra 1,4950 per veloci obiettivi a 1,50 e sotto l'1,49 per l'ambizioso livello sopra citato. AudUsd. La situazione tecnica dell'aud/usd continua ad essere controversa, con contrastanti segnali su time frame piu' ampi come quello giornaliero, nel quale l'unica certezza sembra essere quella della media esponenziale a 21 periodi nel contenere i rialzi dei prezzi i area 1,0270/1,03. Sul grafico orario la view rialzista e' ostacolata dalla presenza di tutte le medie mobili appena sopra il prezzo in area 1,0250 insieme al pivot point, mentre appare piu' scevro lo spazio al ribasso che sotto 1,0200 potrebbe permettere di riguardare l'1,0120. (Eventuali pareri, notizie, ricerche, analisi, prezzi, o altre informazioni contenute in questo documento sono fornite come commento generale del mercato e non costituiscono un consiglio personale. FXCM Italia non accetta responsabilita' per qualsiasi perdita o danno, compresi, senza limitazione, qualsiasi perdita di profitto, che potrebbe derivare, direttamente o indirettamente dall'uso o affidamento su tali informazioni. Il contenuto di questo documento e' soggetto a modifica in qualsiasi momento e senza preavviso ed e' previsto per il solo scopo di aiutare i trader a prendere decisioni di investimento indipendenti. FXCM Italia ha adottato misure ragionevoli per assicurare l'accuratezza delle informazioni contenute nel documento, tuttavia, non garantisce l'esattezza e non accetta alcuna responsabilita' per eventuali perdite o danni derivanti, direttamente o indirettamente dal contenuto o la vostra incapacita' di accedere al sito web, per qualsiasi ritardo o fallimento della trasmissione o la ricezione di eventuali istruzioni o avvisi inviati attraverso questo sito web. 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