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pubblicato il 20/ago/2014 17:54

Cambi: euro ai minimi 11 mesi su dollaro. Cresce attesa per verbali Fed

(ASCA) - Roma, 20 ago 2014 - Prosegue la fase di correzione ribassista dell'euro nei confronti del dollaro. La moneta unica e' scivolata sotto 1,33, con minimo a 1,3275, livelli che non si vedevano da circa 11 mesi. Stasera verranno diffusi i verbali dell'ultima riunione della Federal Reserve e il mercato sembra scommettere su un quadro che confermi prospettive di ripresa economica sempre piu' robuste per la locomotiva Usa. La rimonta del ''greenback'', spiegano nelle sale operative, e' legata a fattori tecnici, come gli scarsi volumi del periodo, nonche' a fattori fondamentali come il crescente aumento del differeziale di rendimento tra il titolo di stato benchmark dell'Eurozona (Bund decennale allo 0,98%) e il corrispondente Treasury Usa (2,44%). Infine pesano molto gli aggiustamenti nel cambio dollaro/yen.

''Diciamo che 146 punti base sul differenziale di tasso euro/dollaro incoraggiano ovviamente lo spostamento di asset verso il biglietto verde. Poi negli Usa e' in corso una ripresa, l'Eurozona invece rischia la deflazione. Un euro piu' debole consentirebbe di importare un po' d'inflazione e potrebbe aiutare l'export, sebbene negli scambi commerciali contino di piu' i tassi di cambio effettivi rispetto a quelli nominali'', commenta un operatore del mercato delle valute.

Va detto che lo stesso Mario Draghi, presidente della Bce, di fronte alla deflazione incipiente e alla frenata dell'export e' apparso meno ''agnostico'' sulle vicende del mercato dei cambi.

Infine, sempre i gli operatori, fanno notare come la discesa dell'euro sul dollaro sia soprattutto il frutto dei movimenti del cambio tra dollaro e yen. Oggi la moneta giapponese, anche sulla scia dell'inatteso aumento del deficit commerciale, e' scesa a 103 sul biglietto verde.

''Se lo yen scende sul dollaro c'e' un immediato impatto, anche se piu' contenuto, sull'euro che si indebolisce sul biglietto verde. Pero' una profonda correzione al ribasso dell'euro non puo' prescindere da un suo indebolimento verso la valuta nipponica. Per ora questo non si e' ancora visto, l'euro resta molto forte sullo yen, ben oltre quota 137. Cio' rappresenta un freno al deprezzamento della moneta unica'', spiega un cambista.

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