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pubblicato il 30/set/2014 17:25

Calo inflazione riporta pressione su Bce, giovedi' board a Napoli

Conferenza Draghi a Capodimonte. Euro a minimi da oltre due anni (ASCA) - Roma, 30 set 2014 - Anche se previsto, il nuovo indebolimento dell'inflazione nell'area euro - ad agosto ha segnato un mesto 0,3 per cento su base annua - richiama in causa la Banca centrale europea, che giovedi' vedra' il direttorio riunirsi a Napoli. Si tratta di una delle due occasioni in cui, ogni anno, il Consiglio si svolge in trasferta, invece che alla sede istituzionale di Francoforte, a rotazione tra le citta' europee. La Bce ha appena sfornato una nuova serie di misure con cui spera di riportare l'inflazione a livelli piu' accettabili.

Ma gli ultimi sviluppi hanno rilanciato le ipotesi che debba fare di piu', scenario che si e' subito riflesso sul mercato dei cambi con l'euro calato a nuovi minimi da oltre due anni.

A settembre la Bce ha praticamente azzerato i tassi di interesse di riferimento e effettuato la prima delle nuove aste di rifinanziamento di lungo termine a favore delle banche (Tltro), fondi agevolati stavolta pero' vincolati al riutilizzo nell'economia reale. Ha poi deciso di accelerare su un programma di acquisti di titoli, limitato a prestiti cartolarizzati (Abs) e obbligazioni garantite su cui proprio giovedi' dovrebbe decidere ulteriori dettagli.

L'annuncio delle decisioni sui tassi e' previsto alle 13 e 45, ma su questo versante non si prevede granche' dopo che il mese scorso il presidente Mario Draghi aveva avvertito che ormai i livelli raggiunti (0,05% del tasso sulle principali operazioni di rifinanziamento) rappresentano il minimo a cui ci si puo' abbassare. Invece, nella conferenza stampa esplicativa che terra' alle 14 e 30, nella inconsueta cornice dell'Aditorium del Museo di Capodimonte, Draghi potrebbe fornire elementi sia sul programma di acquisti di Abs e covered bond sia sui Tltro.

A dicembre e' attesa una seconda asta di fondi agevolati, dopo che l'ammontare della prima operazione, 82,6 miliardi di euro, ha generalmente deluso le attese. Aspettative alimentate anche dalla cifra che la stessa Bce aveva fornito sul potenziale massimo raggiungibile con le due prime aste (settembre e dicembre): 400 miliardi di euro. Mancano quindi quasi 320 miliardi e l'aspetto quantitativo e' rilevante sotto molti aspetti.

Perche' in varie occasioni Draghi ha ripetuto che per garantire un orientamento accomodante della sua politica monetaria, la Bce ha come obiettivo quello di riespandere il suo bilancio ai livelli che aveva raggiunto a inizio 2012. Si tratta di circa 1.000 miliardi in piu' rispetto ai valori attuali. E tenuto presente che parte dei nuovi fondi stanziati con i Tltro vanno a compensare quelli che vengono restituiti allo scadere delle precedenti operazioni di lungo termine (Ltro), difficilmente il programma di acquisti di Abs e covered bond basterebbe a "fare il 100" che manca.

Per questo gia' da settimane tra gli analisti circolano pareri sul fatto che alla fine sara' necessario avviare un piano piu' massiccio di acquisti generalizzati di titoli, anche pubblici. Un Quantitative Easing come quelli effettuati negli anni scorsi in Usa, Gran Bretagna e Giappone.

Sarebbe certo ben piu' ruvido da far passare nel direttorio, in particolare con l'aperta ostilita' della componente piu' intransigente che fa capo alla Germania e alla Bundesbank. Ma con l'inflazione allo 0,3 per cento, a fronte di un obiettivo ufficiale della Bce che la vorrebbe inferiore ma vicina al 2 per cento, l'ipotesi di un QE all'europea si fa piu' credibile.

Lo si e' visto sul sensibile mercato valutario, dove da settimane l'euro sta perdendo terreno proprio nella prospettive di altri ammorbidimenti e misure della Bce. Oggi il dato sull'inflazione ha innescato altri repentini cali, la valuta unica e' brevemente finita sotto 1,26 sul dollaro, a 1,2571 sui minimi dal settembre del 2012, per poi recuperare qualcosa in serata a 1,2627 (dopo dati piu' deboli del previsto sul clima di fiducia negli Usa). I livelli attuali dell'euro-dollaro sono di oltre il 9 per cento piu' bassi rispetto ai picchi segnati nel maggio scorso, quando la valuta unica era arrivata a sfiorare quota 1,40.

Voz

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