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pubblicato il 14/ott/2015 15:06

Cala ancora il mercato del libro, ma la caduta rallenta

Diffuso a Francoforte il rapporto Aie: nel 2014 -3,6%

Cala ancora il mercato del libro, ma la caduta rallenta

Francoforte (askanews) - Il segno meno rimane, ed è ancora significativo, ma la caduta del mercato del libro continua a rallentare, anche se, con il passare degli anni, diventa sempre più difficile recuperare il terreno perduto. E' stato presentato alla Buchmesse di Francoforte il Rapporto sullo stato dell'editoria in Italia 2015, a cura dell'Associazione italiana degli editori, che fotografa una situazione di perdurante difficoltà, ma anche la volontà degli editori di invertire questa tendenza, pur nella consapevolezza di trovarsi nel mezzo di quella che viene definita "Grande Trasformazione" dell'intero mondo che ruota intorno al libro. Il presidente dell'Aie, Federico Motta.

"I segnali meno positivi - ci ha detto - sono purtroppo quelli costanti in questi ultimi anni: la diminuzione dei lettori, la diminuzione a valore del settore, -3,6%, però ci sono anche segnali positivi, sempre considerando questo dato, perché i primi 8-9 mesi dell anno 201 stanno registrando un -1,9%".

In questo quadro che resta difficile, ci sono però anche degli spiragli di luce, su cui da anni gli editori stanno cercando di lavorare.

"Tutta la letteratura per ragazzi, sia per bambini, sia per giovani - ha aggiunto Federico Motta - sta registrando invece delle performance interessanti con un +5,9%. Quindi ci sono segnali che coi fanno credere che forse stiamo ritornando, se non ai livelli pre-crisi, ma insomma a dei risultati abbastanza soddisfacenti".

La sensazione, da Francoforte, è che gli editori ce la stiano mettendo tutta per tornare a crescere, e i primi dati sul 2015 contengono qualche elemento di speranza in più, ma che si sentano molto soli. E per questo chiedono un maggiore sostegno alla politica.

"Ci sono studi - ha concluso il presidente dell'Aie - che dimostrano quanto la lettura incida profondamente sullo sviluppo economico di un territorio e di un Paese, questo dovrebbe insegnare a tutti noi che se facciamo crescere la lettura, e di conseguenza la cultura, potremmo far crescere molto, ma molto di più questo Paese".

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