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pubblicato il 28/apr/2015 16:47

Buste di plastica non biodegradabili, l'Ue si allinea a Italia

Varate norme su obiettivi di riduzione o divieti nazionali d'uso

Buste di plastica non biodegradabili, l'Ue si allinea a Italia

Bruxelles, 28 apr. (askanews) - Il Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria oggi a Strasburgo, ha approvato definitivamente una direttiva Ue che limiterà il consumo di buste di plastica usa e getta non biodegradabili, in modo da ridurne l'enorme quantità che finisce ogni giorno nel ciclo dei rifuti o disperso nell'ambiente e nei corsi d'acqua e gli ecosistemi acquatici, dove resta per molti anni. La direttiva prevede la possibilità per gli Stati membri di imporre a livello nazionale dei divieti o degli obiettivi di riduzione del consumo dei sacchetti, accanto o in alternativa all'imposizione di un prezzo per disincentivarne l'uso.

L'Italia, in questo caso, aveva anticipato le nuove norme, visto che ha vietato l'uso delle buste di plastica non biodegradabili già dal 2011. Questa fuga in avanti, tuttavia, le era costata una procedura d'infrazione comunitaria, che ora sarà archiviata. Per una volta, sarà l'Ue ad allinearsi all'Italia, e proprio nel settore dell'ambiente, tradizionalmente quello in cui registra il maggior numero di infrazioni al diritto comunitario.

Non essendo stato presentato alcun emendamento, il Parlamento non ha votato, ma si è limitato ad adottare la sua raccomandazione in seconda lettura che conferma il compromesso con il Consiglio Ue dello scorso 19 novembre, raggiunto in gran parte grazie alla presidenza di turno italiana dell'Ue, e malgrado un'incredibile tentativo che fece la Commissione europea di Jean-Claude Juncker, appena insediata, e in particolare del suo primo vicepresidente, Frans Timmermans, di affondare l'accordo perché considerato "poco flessibile".

La direttiva riguarda i sacchetti di plastica leggeri più sottili di 50 micron, che costituiscono la stragrande maggioranza dei sacchetti di plastica utilizzati nell'Ue, e sono meno riutilizzabili rispetto ai modelli più spessi.

Gli Stati membri potranno scegliere se adottare misure per ridurre il consumo medio annuo a 90 sacchetti di plastica non biodegradabili per cittadino entro il 2019 e a 40 entro il 2025, oppure se garantire che, entro il 2018, i sacchetti non siano più forniti ai consumatori nei supermercati e negozi a titolo gratuito. Entro il 2017, inoltre, la Commissione europea dovrà proporre l'etichettatura e la marcatura per un riconoscimento a livello europeo dei sacchetti di plastica biodegradabili e compostabili.

Uno dei punti più controversi della direttiva era quello riguardante il trattamento da riservare alle materie plastiche oxo-biodegradabili che, che invece di degradarsi rapidamente si frammentano in piccole particelle persistenti nell'ambiente. L'accordo prevede che la Commissione europea valuti e proponga misure adeguate per minimizzarne l'impatto ambientale di questo "falso" biodegradabile, che fra l'altro è molto temuto dall'industria del riciclaggio delle plastiche a causa dell'enzima che provoca la frammentazione del materiale.

Si stima che nel 2010 oltre 8 miliardi di buste di plastica siano diventati rifiuti, e che ogni cittadino europeo abbia utilizzato in media 198 sacchetti, di cui circa il 90% in materiale leggero.

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