giovedì 19 gennaio | 22:57
pubblicato il 22/lug/2016 15:22

Bruxelles rimette in mora Italia, non agisce contro la Xylella

Meno alberi da abbattere, ma l'Ue chiede risposta entro un mese

Bruxelles rimette in mora Italia, non agisce contro la Xylella

Bruxelles, 22 lug. (askanews) - La Commissione europea ha inviato oggi una nuova messa in mora all'Italia, accusata di non aver agito con le misure richieste dall'Ue per l'eradicazione, il contenimento e il monitoraggio della Xylella fastidiosa, il batterio considerato responsabile della sindrome da disseccamento degli ulivi in Puglia. La nuova messa in mora (primo stadio della procedura d'infrazione comunitaria) aggiorna e sostituisce quella già inviata nel dicembre 2015, che faceva riferimento a una situazione non più attuale. L'Italia ha però questa volta solo 30 giorni per rispondere, invece degli usuali due mesi; in compenso, si riduce significativamente il numero di alberi infetti che l'Ue chiede di abbattere.

Il commissario Ue responsabile per la Sicurezza alimentare, Vytenis Anriukaitis, aveva avvertito la settimana scorsa il ministro delle Politiche agroalimentari, Maurizio Martina, in un incontro bilaterale a Bruxelles, che "in mancanza di un'azione immediata" per contenere l'epidemia della Xylella, la Commissione non avrebbe avuto altra scelta che rilanciare la procedura d'infrazione con questa nuova messa in mora.

L'attualizzazione del richiamo di Bruxelles rispetto a dicembre prende in conto una modifica importante, intervenuta nel frattempo (a metà aprile), della decisione originaria sulla Xylella presa dal Comitato permanente Ue su piante, animali, alimenti e mangimi (Paff). Con la modifica di aprile era stata estesa la zona contaminata (la cosiddetta "area demarcata") per circa 40 km a Nord-Ovest dell'area iniziale, che era limitata alla sola provincia di Lecce. Di conseguenza, si riduce notevolmente il numero di ulivi infetti e di altre piante "ospiti" che l'Ue vuole siano rimossi.

Nell'area demarcata, infatti, non si applica l'obbligo (esistente al suo esterno per eventuali nuovi focolai) di abbattere tutte le "piante ospiti", ovvero quelle potenzialmente attaccabili dalla Xylella, in un raggio di 100 metri attorno agli alberi infetti. Non devono neanche essere distrutti gli ulivi in cui viene riscontrata la presenza del batterio, a meno che gli alberi non siano situati nella "fascia di eradicazione".

Questa fascia, larga 20 km, copre l'ultima parte dell'area demarcata fino al suo confine a Nord-Ovest, dall'Adriatico alla Ionio, passando dai territori di Ostuni, Ceglie Messapica (provincia di Brindisi), e di Grottaglie e Leporano, (provincia di Taranto). Sono ormai all'interno della zona contaminata - e quindi senza più l'obbligo di rimuovere gli alberi infetti - i territori di Brindisi, Latiano, Oria (provincia di Brindisi), e di Manduria e Maruggio (provincia di Taranto), in cui si erano manifestati dei focolai puntiformi.

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