lunedì 23 gennaio | 14:17
pubblicato il 22/giu/2016 09:48

Brexit, Visco: rischio sono le turbolenze nei mercati finanziari

Italia non è messa molto bene

Brexit, Visco: rischio sono le turbolenze nei mercati finanziari

Roma, 22 giu. (askanews) - "Il rischio è che un'incertezza prolungata nell'Unione europea, anche su decisioni fondamentali come l'Unione dei mercati dei capitali, possa determinare turbolenze nei mercati finanziari". Lo afferma, in un forum sul Sole 24 Ore il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco parlando della Brexit.

"In assenza di interventi di natura politica - sottolinea Visco -, si fa sempre riferimento a possibili interventi della Bce. Ma la Bce non può migliorare le condizioni strutturali dell'economia né aumentare l'integrazione tra i diversi Paesi: può solo intervenire per evitare gli effetti negativi del materializzarsi di alcuni rischi".

Per il governatore "i rischi potrebbero colpire il mercato azionario, quello dei titoli pubblici, il mercato valutario, la valutazione e il finanziamento delle banche; per i rischi legati a carenze di liquidità la Bce può intervenire con tutti gli strumenti che ha a disposizione. Ma non vi sono nuove misure create ad hoc per far fronte al rischio di instabilità finanziaria che potrebbe colpire alcune economie: gli strumenti ci sono già. Pensiamo per esempio alle Omt, che sono state pensate nel 2012 per difendere l'area euro dal rischio di frammentazione e di ridenominazione: questi sono dunque rischi su cui si può intervenire con gli strumenti già esistenti. Ma nessuno di questi strumenti può affrontare problemi di natura strutturale".

Se la domanda è - aggiunge Visco - "quanto l'Italia si trovi in posizione di svantaggio rispetto ad altri paesi, sappiamo che non siamo messi molto bene, ma secondo alcuni indicatori di sensibilità a Brexit, tra i 20 Paesi più in pericolo in caso di uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea l'Italia si trova agli ultimi posti. Ai primi ci sono paesi molto integrati con il Regno Unito sul piano reale o su quello finanziario, quali Irlanda e Lussemburgo; anche per Francia e Germania gli effetti potenziali sono considerati maggiori che per l'Italia. Il nostro interscambio di beni e servizi con la Gran Bretagna è intorno al 3% del Pil".

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Commercio
Ricerca Nielsen, 87% di chi naviga in internet fa shopping online
Bce
Draghi: collaborazione Stati invece di "richiami a cupi passati"
Borsa
Borsa, Piazza Affari piatta a metà mattinata. Ftse Mib -0,08%
Pensioni
Pensioni, Boeri: manovra fa aumentare debito
Altre sezioni
Salute e Benessere
Nuove postazioni di telemedicina italiana no profit in Africa
Motori
John Lennon, all'asta la sua Mercedes-Benz 230SL Roadster
Enogastronomia
Tutti a Montefalco per l'Anteprima Sagrantino
Turismo
Via in Uruguay i 40 giorni del carnevale, il più lungo del mondo
Energia e Ambiente
Pericolo estinzione per il 60% di tutte le specie di primati
Moda
Moda Parigi, l'eleganza rilassata dell'uomo Louis Vuitton
Scienza e Innovazione
Samsung: incidenti del Galaxy Note 7 causati da batteria
TechnoFun
Cyber attacchi, dal 2001 in Italia hackerati 12mila siti web
Sistema Trasporti
Confermato avvio lavori di interconnessione tra Brebemi e A4