martedì 21 febbraio | 17:28
pubblicato il 15/lug/2016 19:00

Brexit, oggi niente drammi ma domani saremo in acque inesplorate

Convegno a Roma di eunews e Hdrà, sfide e opportunità Italia

Brexit, oggi niente drammi ma domani saremo in acque inesplorate

Roma, 15 lug. (askanews) - Rassicurazioni sull'immediato: al di là delle montagne russe dei mercati, la Brexit non riserva ricadute automatiche per cittadini e imprese italiane presenti nel Regno Unito. Ma al tempo stesso tanti interrogativi sul medio e lungo termine, perché si va su un terreno inesplorato. E sia l'Unione europea, con tutte le sue contraddizioni, sia la Gran Bretagna, con una situazione politica interna tutta da chiarire, devono attrezzarsi per una negoziato che non sarà né breve né semplice.

Il tutto è stato al centro di un convegno organizzato a Roma da eunews e Hdrà, che si è svolto appena dopo il varo del nuovo governo britannico guidato da Theresa May.

E' la prima volta nella storia che un Paese esce dall'Unione europea e "la procedura è abbastanza sconosciuta", ha rilevato Lorenzo Robustelli, direttore di eunews e moderatore del dibattito.

Ma una procedura da seguire c'è, ha sottolineato Beatrice Covassi, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. "Brexit è una situazione senza precedenti. Ma c'è una pocedura e ci sarà un negoziato di uscita. Non c'è una situazione di panico e destabilizzazione".

A rassicurare è stato anche il numero due dell'Ambasciata britannica a Roma, Ken O'Flaherty incaricato d'Affari. "Il processo richiede minimo due anni ma può essere esteso oltre. per il momento non cambia niente. E l'economia del rgno unto resta solida e open for business".

E la vicenda potrebbe riservare risvolti positivi. Ad esempio facilitando un via libera europeo a sostegni pubblici per le banche italiane. Secondo Andrea Goldstein, managing director di Nomisma, l'intervento è tecnicamente possibile. "E' consentito, nelle condizioni in cui non si può fare aumento di capitale sul mercato si può fare pubblico. Il punto è quali condizioni verranno imposte poi per l'uscita dello Stato".

Tornando alla trattativa, lo stop di Juncker a negoziati informali è credibile per parte della Commissione. Lo è meno sui singoli stati, avverte Silvia Francescon, dello European Council of Foreign Relations. "Potrebbe vacillare nel momento in cui Theresa May inizierà a dialogare con i singoli Stati membri. Sarà un negoziato lungo, difficile e non so quando la notifica Gb avverrà. Anche nel Regno Unito c'è un gap. Pare che stiano arrivando i rinforzi: ci sono negoziatori australiani e neo zelandesi che stanno andando nel Regno Unito per dare man forte".

In ogni caso secondo Robustelli Londra non tenterà di imbrogliare. "Non credo che il governo britannico proverà a trattare di nascosto. L'unica forza che ha l'Ue è premere politicamente affinché il periodo di incertezza sia il più breve possibile".

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Pensioni
Pensioni, Boeri: pensare a giovani, alcuni privilegi da rivedere
Alitalia
Alitalia, sindacati: sciopero confermato, governo convoca azienda
Taxi
Taxi, Padoan: liberalizzazione va fatta ma con transizione dolce
Moda
La moda porta a Milano 1,7 mld al mese, un terzo viene da estero
Altre sezioni
Salute e Benessere
Ictus, movimento e linguaggio tra le funzioni più colpite
Motori
Man lancia due iniziative per salute e sicurezza degli autisti
Enogastronomia
Olio extravergine, a Sol d'Oro Emisfero Nord Italia batte Spagna 12 a 3
Turismo
Lourdes, destinazione turistica a 360 gradi
Energia e Ambiente
Energia, nanosfere di silicio per finestre fotovoltaiche economiche
Moda
Il business della Moda porta a Milano 1,7 miliardi al mese
Scienza e Innovazione
Onde gravitazionali, inaugurato a Cascina l'Advanced Virgo
TechnoFun
Eutelsat a quota 1000 canali HD trasmessi su propria flotta
Sistema Trasporti
Il mondo in coda: strade sempre più trafficate, anche in Italia