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pubblicato il 21/dic/2013 17:03

Bpm: i soci scommettono su Giarda, l'ex ministro alla presidenza del cds

Bpm: i soci scommettono su Giarda, l'ex ministro alla presidenza del cds

(ASCA) - Rho-Pero (Mi), 21 dic - Da Largo Chigi a Piazza Meda: Pietro Giarda e' il nuovo presidente del consiglio di sorveglianza di Bpm. Il docente di Scienze della Finanza dell'universita' Cattolica del Sacro Cuore, scelto da Mario Monti per ricoprire il ruolo di ministro dei Rapporti con il Parlamento all'interno del 'governo dei professori', ha vinto la battaglia per la conquista della presidenza dell'organismo di controllo della banca milanese.

Alla fine, i voti andati alla sua lista, chiamata ''per la cooperativa Bpm'', grazie anche al sostegno dei principali sindacati nazionali del credito, sono stati piu' del doppio rispetto a quelli incassati dall'avversario Piero Londardi: 3.961 contro 1.569. Bpm, dunque, cambia volto. Il nuovo consiglio di sorveglianza risulta formato da 19 consiglieri: 11 della lista presentata da Giarda (sono quasi tutti docenti universitari), 4 della lista Lonardi, 2 che fanno parte della lista di minoranza presentata da Investindustrial (fondo di investimento che fa capo ad Andrea Bonomi, pesidente dimissionario del consiglio di gestione) piu', infine, 2 consiglieri espressione dei soci industriali storici Credit Mutuelle e Fondazione Carialessandria. Primo compito del nuovo board sara' quello di nominare il consiglio di gestione, operazione che Giarda si propone di portare a termine entro il 12 gennaio prossimo. ''E che Dio me la mandi buona'', precisa. Poi tocchera' allo stesso cdg studiare modi e tempi dell'aumento di capitale fino a 500 milioni, i cui termini sono stati prorogati di 3 mesi dall'assemblea: dal 30 aprile al 31 luglio. Il timore di Giarda e' che eventuali interventi sullo statuto (''di competenza del cdg'', specifica) possano intralciare il cammino e l'esito della ricapitalizzazione. ''Perche' le modifiche allo statuto - spiega l'economista - sono come modifiche della Costituzione, che sollecitano tutti istinti ideali e sono alla base di lungaggini senza fine, mentre gli aumenti di capitale dovrebbero limitarsi a esprimere logiche di mercato''.

Piu' in generale, la 'nuova' Bpm targata Giarda sara' una sempre piu' focalizzata sul ''mantenimento della forma giuridica di banca cooperativa e dell'autonomia societaria'' con i riflettori pero' puntati su ''redditivita' e solidita' patrimoniale''. Perche', per dirla con le parole scelte dall'ex ministro per il suo discorso programmatico in assemblea, ''Bpm puo' sopravvivere nella sua forma attuale soltanto se e' in grado di remunerare il capitale che in essa e' investito''. fcz/vlm

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