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pubblicato il 09/nov/2011 15:49

borsa/ Nel mercoledì nero dei Btp si "inverte curva" scadenze

Ma dietro queste evoluzioni potrebbero esserci manovre Bce

borsa/ Nel mercoledì nero dei Btp si "inverte curva" scadenze

Roma, 9 nov. (askanews) - Pioggia di vendite e rendimenti alle stelle, oltre le soglie di guardia, e tra i vari segnali allarmistici che si sono succeduti in questo mercoledì nero dei titoli di Stato italiani, colpiti da stamattina da ondate di vendite, si è assistito a quello che trader e analisti chiamano "inversione della curva dei rendimenti" tra Btp a 2 e 5 anni rispetto ai Btp a 10 anni di scadenza. Ossia i primi hanno visto i rendimenti raggiungere livelli superiori ai secondi, poco sopra il 7,50 per cento i biennali e in quinquennali laddove i decennali hanno segnato un picco (nuovo record dal lancio dell'euro) appena sotto il 7,50 per cento. Normalmente avviene il contrario: sono le scadenze più lunghe a offrire rendimenti più alti, in quando più è il tempo che bisogna spettare maggiore è l'incertezza che grava sull'effettivo rimborso. Su questi titoli i tassi retributivi sono in un rapporto inversamente proporzionale con il prezzo: se quest'ultimo cala a seguito di vendite i rendimenti ne risultano aumentati. Diventano così anche cartina di tornasole delle tensioni dei mercati sull'affidabilità creditizia di un paese. Quando questa curva si "inverte" tra le scadenze si vede generalmente un segnale di allerta perché implicitamente significa che il mercato concentra le sue paure sulle prospettive di più breve periodo, quindi vende avvicinarsi un evento che potrebbe compromettere il valore dei titoli. Posto che la situazione sull'obbligazionario pubblico italiano è sicuramente allarmante oggi, dietro a questa inversione di curva potrebbero però esserci le manovre della Bce. Perché secondo voci di mercato nel pomeriggio l'istituzione monetaria ha rafforzato i suoi acquisti calmieranti, e in particolare concentrandosi sulla scadenza decennale. Questo avrebbe potuto quindi favorire l'inversione della curva con il biennale. Ad ogni modo questa inversione è ancora più netta se invece dei rendimenti lordi si guarda al differenziale (spread) di rendimento dei Btp dell'Italia rispetto ai Bund ella Germania, che fanno da riferimento per tutte le emissioni dell'area euro. Qui l'inversione è avvenuta già da settimane e oggi si è ampliata. Tra Btp e Bund a due anni oggi lo spread ha segnato un massimo a 694 punti base, secondo Bloomberg, o 6,94 punti percentuali. Sulla scadenza decennale invece lo spread Btp-Bund ha toccato un picco a 575 punti base. (Sui titoli quinquennali ha toccato 682 punti). Nel pomeriggio il quadro sembra dare segnali di stabilizzazione a valori comunque allarmanti, i rendimenti dei Btp decennali si limano lievemente al 7,22 per cento, lo spread a 552 punti. Restano però oltre quel 7 per cento superato il quale Grecia, Irlanda e Portogallo di videro costretti a chiedere aiuti. Voz 091538 nov 11

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