martedì 28 febbraio | 09:41
pubblicato il 23/mar/2012 17:36

Borsa/ Milano volatile chiude a +0,21%, altalena spread Btp

Nel pomeriggio cali di 1,3%, spread tocca 334 poi cala a 317

Borsa/ Milano volatile chiude a +0,21%, altalena spread Btp

Roma, 23 mar. (askanews) - Chiusura in recupero a Milano, con il Ftse-Mib che ha siglato gli scambi al più 0,21 per cento dopo esser arrivato a calare di oltre l'1,31 per cento in una seduta di accentuata volatilità, sia del mercato azionario sia di quello dei titoli di Stato. Da ieri dati deludenti sull'attività delle imprese, che si è ulteriormente indebolita a marzo, hanno ricreato timori sulle prospettive dell'economia in Europa e sulla crisi dei debiti pubblici. Un quadro in cui nel mirino sono nuovamente finiti i paesi periferici dell'area euro, in particolare la Spagna che oggi ha visto i rendimenti lordi dei bond decennali tornare al di sopra del 5,50 per centro per la prima volta da gennaio. In quello che la stampa finanziaria anglosassone, spesso allarmistica su Eurolandia, ha definito un quadro di "escalation", l'acuirsi delle tensioni ha coinvolto anche Italia e Portogallo, almeno fino al primo pomeriggio quando improvvisamente i mercati hanno cambiato rotta. Questo ha subito innescato speculazioni su ipotetici interventi calmieranti della Bce, che avrebbe ripreso a compiere acquisti diretti di bond. Sui Btp a 10 anni i rendimenti lordi erano arrivati a salire fino al 5,21 per cento, dal 5,15 per cento visto in apertura, mentre in serata si sono attestati in calo al 5,05 per cento. Il differenziale di rendimento, o "spread" tra Btp e Bund ella Germania è prima salito fino a 3,34 punti percentuali, o 334 punti base, secondo Bloomberg, sui massimi da febbraio, mentre successivamente si è moderato in parallelo ai tassi lordi, e in serata segnava 317 punti base. A rovinare il quadro di attenuazioni degli allarmi su Borse e bond ci ha pensato nuovamente il caro petrolio. Sempre nel pomeriggio è circolato uno studio secondo il quale l'export dell'Iran avrebbe subito un consistente taglio nell'ultimo mese, mentre il controverso programma nucleare del paese resta al centro di forti attriti internazionali. A Londra il barile di Brent, il greggio del mare del Nord è balzato al rialzo di oltre 2 dollari, riportandosi al di sopra dei 125 dollari mentre in vari paesi europei i prezzi dei carburanti sono già a nuovi massimi storici.

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