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pubblicato il 09/set/2015 11:54

Borsa, Giappone balza (+7,7%), 4 cause per nuovo ottimismo mercati

Euforia si espande a borse asiatiche ed europee

Borsa, Giappone balza (+7,7%), 4 cause per nuovo ottimismo mercati

Roma, 9 set. (askanews) - Un vero e proprio balzo in avanti per la borsa giapponese, con l'indice Nikkei che ha guadagnato il 7,7%, il maggior rialzo dal maggio 2008, ha suonato la carica al resto delle borse dell'area Asia-Pacifico e alle piazze europee. In Australia l'indice S&P/ASX 200 è salito del 2,1% per cent, in Corea il Kospi ha segnato un +3% mentre a Hong Kong l'indice Hang Seng è salito del 4,10%, sulla spinta della chiusura positiva di Wall Street

Ottimismo anche in Europa con l'indice continentale FTSE Eurofirst 300 che sale del 2,3% e i futures sulla borsa Usa che vedono per lo S&P 500 un rialzo di 24 punti che si aggiungerebbero ai 48 guadagnati ieri.

Cos'è successo nelle ultime 24 ore per cambiare così radicalmente l'umore del mercato? Gli analisti citati dal Financial Times indicano almeno quattro motivi. Il primo è proprio il rimbalzo di Wall Street dopo la chiusura festiva del Labor day, con unrialzo del 2,5% dello Standard & Poor's 500 che ha messo vento nelle vele dei mercati globali.

Il secondo motivo attiene alla Cina, con un articolo pubblicato dal ministero delle Finanze dopo il deludente dato commerciale di martedì. Nell'articolo Pechino anticipa "una politica fiscale più fortemente proattiva" per rilanciare la crescita.

Inoltre sul mercato c'èm sempre più convinzione che la Fed soprassiederà a un rialzo dei tassi originariamente previsto per questo mese e che ora potrebbe slittare a fine anno. Al riguardo oggi va segnalato il giudizio del capoeconomista della Banca Mondiale, Kaushik Basu, secondo il quale la fed con un rialzo rischierebbe di innescare "panico e agitazione sui mercati mondiali".

E tale probabile rinvio, e veniamo al quarto motivo di ottimismo, sta ridando ossigeno a tutte le valute dei Paesi emergenti, in particolare quelle di Malesia, Russia, Sud Africa e Turchia che molto avevano sofferto dopo la svalutazione decisa dalla Cina.

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