venerdì 20 gennaio | 21:12
pubblicato il 24/feb/2014 16:25

Borsa: crisi liquidita' mondiale affonda mercati emergenti (Ghirlandaio)

Borsa: crisi liquidita' mondiale affonda mercati emergenti (Ghirlandaio)

(ASCA) - Roma, 24 feb 2014 - Per anni, un buon numero di anni, hanno fatto da contrappeso alla grande crisi dei mercati finanziari internazionali assicurando rendimenti di tutto rispetto. E permettendo agli investitori che avevano puntato con decisione sui mercati emergenti, come per esempio le gestioni della francese Carmignac, di ottenere soddisfazioni importanti. Poi l'incanto e' svanito. Tanto che nel 2013, soprattutto nel secondo semestre, l'inversione di tendenza e' risultata netta e nelle settimane scorse le preoccupazioni sull'andamento dei mercati emergenti hanno tenuto banco arrivando ad essere considerate la ragione di uno storno largamente diffuso.

Adesso, e' l'analisi de Il Ghirlandadio, sono giustificate un paio di domande. La crisi degli investimenti finanziari nei Paesi emergenti volge al termine? Oppure e' necessario attendere ancora qualche tempo? Su un punto esperti e analisti concordano: le difficolta' degli Emergenti hanno colto un po' tutti di sorpresa, a partire dai gestori di capitali, e affondano le radici sulla velocita' di ripresa dell'economia statunitense. ''Il dinamismo economico degli Stati Uniti e' riuscito a superare le restrizioni di bilancio piu' rapidamente del previsto'', spiega Didier Saint-Georges, esponente del comitato d'investimenti di Carmignac gestion, con l'effetto di determinare ''da parte della Federal reserve (la banca centrale americana, ndr) l'annuncio anticipato di una imminente riduzione degli acquisti di Treasury statunitensi (i titoli di Stato americani, ndr)''. Da quel momento e' cominciata l'inversione di tendenza che ha trascinato al ribasso i mercati emergenti.

In quei Paesi, sempre secondo dati di fonte Carmignac gestion, la perdita media dei mercati emergenti nel 2013 e' stata intorno al 7 per cento, con la liquidita' che si e' spostata verso i mercati azionari europei, americano e giapponese. Insomma, e' bastata la minaccia di una minore liquidita' a livello mondiale per affondare i mercati emergenti. ''Fino al maggio scorso i Paesi emergenti hanno cominciato ad anticipare qualche difficolta' diminuendo la crescita'', dice Claudio Basso, responsabile team multimanager del gruppo Azimut. ''Poi la discesa e' cominciata e adesso siamo nella fascia bassa. Nel complesso negli ultimi tre anni la perdita dei Paesi emergenti rispetto all'indice Standard & Poor's e' stata del 45 per cento. Non solo. Il price earning (cioe' il rapporto prezzi/utili, ndr) e' a 10, contro 60 dei Paesi sviluppati. E' lo sconto piu' rilevante dal 2006 a oggi''.

red-gbt

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