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pubblicato il 26/feb/2013 12:00

Borsa/ Caos Italia spaventa mercati, Milano -4,12%, spread a 331

Pesanti ricadute su mercati mondiali, Parigi -2,3%, Madrid -2,73%

Borsa/ Caos Italia spaventa mercati, Milano -4,12%, spread a 331

Roma, 26 feb. (askanews) - Piazza Affari a picco e mercati mondiali in pesante ribasso, dopo che il caos fuoriuscito dalle urne in Italia ha scatenato una pioggia di vendite in Borsa, colpendo anche i titoli di Stato e riesumando le paure di un effetto "contagio" nell'area euro. Pesanti vendite hanno investito fin dall'apertura i maggiori titoli bancari italiani, tanto da far scattare le sospensioni dagli scambi, nel primo pomeriggio i maggiori gruppi segnano cadute tra il 6 e l'8 per cento mentre l'indice generale Ftse-Mib segna un pesante meno 4,72 per cento. Parigi si attesta a meno 2,26 per cento, Francoforte meno 1,84 per cento, Londra meno 1,37 per cento, Madrid meno 2,61 per cento. Giù anche l'Asia, dove Tokyo ha chiuso al meno 2,73 per cento. Resta indebolito l'euro, arrivato a scendere al di sotto di 1,31 dollari mentre nel pomeriggio segna 1,3097. E poi i titoli di Stato. Oggi l'Italia ha emesso Bot a sei mesi per 8,5 miliardi, e se la domanda ha superato di 1,44 volte l'offerta i rendimenti in assegnazione hanno segnato un aumento di 51 punti base, in pratica mezzo punto percentuale, all'1,237 per cento. E sono aumentati anche i tassi sui Btp decennali già in circolazione, al 4,75 per cento, dal 4,5 per cento di ieri in chiusura, con cui il differenziale di rendimento o "spread" rispetto ai Bund della Germania è schizzato fino a 335 punti base, mentre nel pomeriggio segna 331. Prima delle elezioni lo spread si attestava attorno a 290 punti base. La tensione si scarica anche sui titoli della Spagna, che sempre sulla scadenza decennale vedono lo spread sui bund salire a 378 punti base dai 355 di ieri. Il ministro dell'economia Spagnolo, Luis de Guindos ha parlato di "effetto contagio", esprimendo l'auspicio che sia di breve durata. In questo quadro di rinnovato allarmismo, Consob e Borsa Italiana hanno annunciato che stano valutando l'ipotesi di assumere misure contro la volatilità. Comunicazione che richiama alla memoria i vari divieti di vendite allo scoperto che nello scorso anno erano stati decisi nelle fasi di maggior tensione con la crisi dei debiti pubblici. E infatti è stato deciso in tal senso su specifiche società: IntesaSanpaolo e Banca Carige. Intanto, in parallelo alle vendite in Borsa, da banche internazionali e centri studi giungono analisi preoccupate sulla situazione nella penisola, quarta maggiore economia dell'area euro. Credit Suisse rileva che le elezioni "non sono riuscite a portare ad una maggioranza stabile", mentre secondo Barclays "sull'Italia incombe il rischio paralisi".

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