venerdì 24 febbraio | 14:11
pubblicato il 23/gen/2015 20:12

Bocca (Federalberghi): serve agenzia unica di promozione Italia

Buona l'idea di accorpare Enit, Ice e parte Invitalia

Bocca (Federalberghi): serve agenzia unica di promozione Italia

Roma, (askanews) - Negli studi di askanews il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, ha fatto il punto sulla stagione turistica 2014 e invitato ad accelerare verso strumenti di promozione più efficaci del prodotto Italia, sempre molto appetibile sui mercati esteri.

"Il 2014 è stato un anno a corrente alternata - ha detto Bocca - positivo sul fronte degli arrivi dall'estero e con un mercato italiano che ha invertito la curva almeno in termini di presenze, e non di fatturato, grazie anche all'abbassamento delle tariffe alberghiere". Per Bocca il 2015, peraltro l'anno di Expo, rischia però di dover subire ancora l'effetto di una promozione non efficace: "c'è una questione legata alla governance, resta irrisolta la riforma del titolo V della Costituzione che ha dato alle regioni la competenza in materia turistica, si lavora in Parlamento per riportarla al centro ma non si può attendere. Intanto o si danno più risorse all'Enit, che ha dovuto richiamare il personale che nei consolati agevolava la concessione dei visti, o si procede con l'ipotesi che sta circolando di creare un'unica agenzia di promozione del prodotto Italia all'estero accorpando Enit, Ice e quella parte di Invitalia che si dedica ad attrarre gli investimenti esteri. Un'idea che potrebbe essere la soluzione giusta".

Altra problematica è legata alla tassa di soggiorno: "il fatto che la determino i singoli comuni senza un tetto stabilito è come mettere una pistola fumante nelle mani dei sindaci". Secondo il presidente di Federalberghi alcuni sindaci per ripianare i debiti del comune la portano a livelli "folli". "Come il sindaco di Roma, Ignazio Marino", ha affermato Bocca, "che ha proposto una tassa di soggiorno di 10 euro a notte a persona, che per una stanza doppia significa 20 euro, e che non risparmia neanche gli italiani che viaggiano a Roma per lavoro". In tal senso Federalberghi ha già chiesto all'Anci di emanare un regolamento che fissi i tetti per l'applicazione della tassa di soggiorno nei comuni italiani.

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