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pubblicato il 06/mar/2015 13:01

##Bce,5 cose da sapere su "vademecum" Draghi acquisti titoli Stato

Dati settimanali su totale acquisti e dati mensili su nazionalità

##Bce,5 cose da sapere su "vademecum" Draghi acquisti titoli Stato

Roma, 6 mar. (askanews) - Ci saranno due resoconti periodici della Bce sul suo "quantitative easing": uno ogni sette giorni e uno ogni mese. La Banca centrale europea fornirà infatti su base settimanale una lettura dell'ammontare totale di titoli di Stato acquistati, con il "Public sector asset purchase programme" (Pspp) che scatterà da lunedì 9 marzo. Verrà aggiunto al rapporto settimanale sul consolidato di bilancio che l'istituzione pubblica ogni martedì.

Inoltre, a ulteriore "trasparenza" di questa manovra su titoli pubblici, la Bce fornirà su base mensile anche un ulteriore resoconto con il dettaglio per nazionalità dei titoli in portafoglio, che verranno anche distinti da quelli emessi da istituzioni comunitarie o multilaterali (come l'Esfs).

IL DOCUMENTO FIRMATO DA DRAGHI A NICOSIA I vari aspetti della manovra sono stabiliti nel documento riepilogativo sulle operazioni di acquisti di titoli diffuso dalla Bce a seguito del Consiglio direttivo del 5 marzo. Il documento è datato al giorno precedente, il 4 marzo e firmato da Nicosia dal presidente Mario Draghi. Il Consiglio si è svolto formalmente giovedì sull'isola di Cipro, per una delle due riunioni che ogni anno si svolgono in trasferta, invece che nella sede istituzionale di francoforte. Ma come sempre è stato preceduto da una cena informale a cui partecipavano tutti i governatori dell'Eurosistema.

ACQUISTI DECENTRALIZZATI MA COORDINATI DALLA BCE Come concordato al precedente Consiglio "operativo", quello del 22 gennaio scorso, gli acquisti ammonteranno a 60 miliardi di euro al mese, inclusi quelli già in atto su alcuni tipi di titoli bancari (Abs e covered bond). Verrano effettuati "in maniera decentralizzata", si legge, ma sotto il coordinamento della Bce in modo da garantire l'unicità della politica monetaria.

TITOLI DA 2 A 30 ANNI, SOGLIA RATING MA POSSIBILI ESENZIONI Il documento ribadisce quanto già riferito sulla scadenza dei titoli: saranno acquistabili emissioni con maturazione da 2 a 30 anni. Una forchetta molto ampia che però lascia fuori gli eventuali bond senza scadenza (perpetual) che la Grecia ha ipotizzato di emettere, magari con rendimenti e cedole indicizzati ai suoi tassi di crescita economica. Sono inoltre previste delle soglie minime di rating (Credit Quality Step 3), che terrebbero fuori le emissioni greche. Ma queste soglie possono essere derogate nel caso in cui il paese emittente stia seguendo un programma di correzione comunitario e che i suoi titoli risultino coperti dalla garanzia degli altri Stati.

SE TITOLI STATO NON BASTANO, ANCHE BOND DI ENTI PUBBLICI E' inoltre previsto che in "circostanze eccezionali", se non fosse possibile reperire titoli di Stato a sufficienza sui mercati previsti, le Banche centrali nazionali posano proporre all'Eurosistema di acquistare titoli emessi da istituzioni non finanziarie, ma solo ove si tratti di enti pubblici. L'insieme di queste regole entrerà in vigore lunedì 9 marzo, data di avvio del quantitative easing.

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