sabato 03 dicembre | 03:28
pubblicato il 04/giu/2013 20:04

Bce: verso taglio stime crescita. Occhi puntati su Karlsruhe (FOCUS)

Bce: verso taglio stime crescita. Occhi puntati su Karlsruhe (FOCUS)

(ASCA) - Roma, 4 giu - Tassi fermi allo 0,50%, il nuovo minimo storico. Dalla riunione di giovedi' 6 giugno della Bce, il mercato non si aspetta novita' sul fronte del costo del denaro, gia' sforbiciato di 1/4 di punto lo scorso mese.

Ci si attende piuttosto una revisione al ribasso dell'Outlook economico dell'Eurozona per il 2013.

Attualmente le stime del Pil 2013 sono intorno a -0,5%, ma appare probabile una nuova limatura verso il basso, anche alla luce dei numeri del Fondo Monetario Internazionale che ha ridotto le prospettive di crescita dei due pesi massimi dell'Eurozona. Quest'anno la Francia dovrebbe viaggiare in leggera recessione -0,2%, la Germania restera' sopra zero ma appena di 3 decimali. Il meeting della Bce cade a ridosso della ''due giorni'' della Corte Costituzionale tedesca. A Karlsruhe, l'11-12 giugno la ''Consulta'' tedesca dovra' esaminare il cahier de doleance dei cittadini tedeschi sulle recenti misure di coesione prese nell'ambito dell'Eurozona e della Ue.

Il menu' comprende l'esame della costituzionalita' del Securities Market Programme (SMP), peraltro gia' terminato: si tratta del vecchio programma di acquisti di titoli di Stato da parte della Bce, avviato allo scoppio della crisi del debito pubblico greco e poi estesosi all'Irlanda, al Portogallo, all'Italia e alla Spagna. Poi i ricorsi sul programma di emergenza per la liquidita' (Ela) della Bce, utilizzato recentemente per Cipro, sulla ristrutturazione del debito dell'Irlanda e sul Fondo europeo salva stati (Esm). Ma il piatto forte e' l'eccezione di incostituzionalita' contro l'Outright Monetary Transactions (Omt), il cosiddetto scudo anti-spread, nato dopo il Consiglio europeo del giugno dello scorso anno, e che andava a sostituire l'SMP. L'Omt lega l'acquisto dei titoli di Stato da parte dell'Eurotower all'accettazione, da parte dei paesi che ne fanno richiesta, di precise condizioni dettate dal Fondo europeo salva stati, nei fatti dall'Eurogruppo, quali ad esempio l'adozione di aggiustamenti strutturali delle proprie economie. Il ricorso contro l'Omt e' stato supportato dall'autorevole parere della Bundesbank, la banca centrale tedesca. Non a caso il suo presidente Jens Weidmann aveva votato contro l'Omt, quando la Bce, nel settembre del 2012, aveva approvato quanto disposto dal Consiglio europeo. La posizione di Weidmann e' nota: l'Omt penalizza l'indipendenza della Bce esponendola a rischi eccessivi legati alla bassa qualita' dei titoli di Stato dei paesi periferici dell'Eurozona, trasferisce risorse dai paesi con i conti in regola, come la Germania, a quelli indisciplinati. Non si e' fatta attendere la risposta della Bce che sul punto ha formulato la sua opinione legale, recentemente illustrata dal suo presidente Mario Draghi in occasione di un discorso tenuto a Shangai. Il numero uno dell'Eurotower ha ricordato che l'Omt non sia un assegno in bianco in quanto obbliga i paesi che ne beneficiano ad adottare profonde riforme strutturali e non mette in discussione l'indipendenza della Bce che ha piena discrezionalita' sull'Omt. Draghi ha poi respinto chi vede nell'Omt un modo per ridurre artificialmente gli spread di rendimento tra i titoli di Stato ricordando come il suo obiettivo sia quello di mantenere i rendimenti ''sotto il livello del panico'' che impedisce la trasmissione degli impulsi di politica monetaria e genera attese di ''ridenomination'', cioe' di implosione della moneta unica.

Infine, Eurotower ha smentito la ''vulgata'' popolare che l'Omt serva a trasferire fondi dai paesi ''core'' dell'Eurozona a quelli ''periferici''. Finora questo strumento non e' stato mai stato attivato, ma la sua caratteristica di ''backstop'' ha comunque invertito il flusso dei trasferimenti monetari che passano attraverso il sistema Target 2. Quelli dalla Germania sono scesi da 760 miliardi, di meta' 2012, ai 590 miliardi dello scorso maggio.

Cosa decidera' la Corte di Karslruhe? Potrebbe venire incontro alla Bundesbank e ai suoi 35mila agguerriti connazionali, imponendo che ogni attivazione dell'Omt sia condizionata al voto del Parlamento nazionale, introducendo dunque un ulteriore elemento di condizionalita'. Oppure potrebbero respingere il ricorso.

C'e' anche una terza via che alcuni osservatori non escludono. Per la prima volta, i giudici costituzionali tedeschi potrebbero rompere un tabu' trasferendo la patata bollente alla Corte di Giustizia europea. In questo caso, sarebbe l'eutanasia di qualsiasi interpretazione nazionale sulla legittimita' dell'Omt.

men/mau

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