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pubblicato il 03/giu/2015 18:22

Bce tira dritto su acquisti bond, Draghi: "Dati ci danno ragione"

Grecia resti nell'euro con accordo forte. Euro a top 2 settimane

Bce tira dritto su acquisti bond, Draghi: "Dati ci danno ragione"

Roma, 3 giu. (askanews) - La Banca centrale europea mantiene la rotta sul quantitative easing. La "piena attuazione" delle misure di stimolo "assicurerà il supporto necessario all'economia", e secondo Mario Draghi consentirà di far tornare l'inflazione ai valori obiettivo. Nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo, il presidente della Bce ha invece sgomberato il campo dalle ipotesi di un ridimensionamento della manovra.

"No: la riposta è no - ha risposto a chi gli chiedeva se vi fossero possibilità in tal senso -. Ne siamo veramente lontani". La recente lieve ripresa dell'inflazione "non ci ha sorpresi, ha sorpreso le attese dei mercati. Semmai rafforza il Consiglio direttivo nelle sue decisioni e nella sua determinazione a portarle avanti. Dimostra - ha detto - che abbiamo preso le decisioni giuste con il quantitative easing e le altre misure".

"No news good news", hanno commentato gli analisti di Barclays, secondo cui Draghi ha chiaramente segnalato che non ci saranno deviazioni dalla manovra monetaria.

A maggio l'inflazione media di Eurolandia è risalita allo 0,3 per cento, a fronte di un obiettivo ufficiale della Bce che la vorrebbe inferiore ma vicina al 2 per cento. "Abbiamo ancora tanta strada da fare", ha notato Draghi. I tecnici dell'istituzione hanno rivisto al rialzo le previsioni sul caro vita medio del 2015, ora stimato allo 0,3 laddove tre mesi fa prevedevano una variazione nulla. Confermate invece le stime su 2016 e 2017, rispettivamente con una inflazione media di Eurolandia attesa all'1,5 e all'1,8 per cento.

La Bce ha poi sostanzialmente confermato le sue previsioni sulla crescita economica dell'area euro: più 1,5 per cento nel 2015, più 1,9 per cento nel 2016 e più 2 per cento sul 2017. La stima sul 2017 risulta di un decimale più bassa rispetto a tre mesi fa. Negli ultimi mesi si è verificata "una modesta perdita di slancio" della ripresa ma "prevalentemente è dovuta a rallentamenti delle economie fuori dall'area euro - ha detto Draghi -. Le indagini mostrano che la domanda interna dell'area resta solida".

Infine, il capo della Bce ha nuovamente affrontato il caso Grecia, ribadendo che il direttorio "vuole che resti nell'euro, ma serve un accordo forte che produca crescita, equità e che sia sostenibile". Il tutto mentre il moltiplicarsi di incontri tra esponenti europei, per non parlare delle dichiarazioni esplicite del presidente francese Francois Hollande, ha finito per alimentare le speranze di un accordo che si sta avvicinando.

E l'ipotesi di una soluzione a questa intricata vicenda sembra aver contribuito a spingere al rialzo euro e borse. Con un balzo fino a quota 1,1286 dollari, la valuta unica è tornata ai massimi da oltre due settimane.

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