giovedì 08 dicembre | 21:44
pubblicato il 03/set/2014 18:00

##Bce sotto pressione con Pil fermo e calo inflazione,domani board

Dirscorso Draghi Jackson Hole ha creato attese di reazioni (ASCA) - Roma, 3 set 2014 - Con la crescita di Eurolandia in stallo e l'inflazione ancora in calo, la Bce potrebbe decidere di "battere un colpo", magari anche solo apportando cambiamenti significativi alla retorica del comunicato diffuso al termine della riunione di inizio mese. I banchieri centrali si ritroveranno stasera a Francoforte, per la cena che tradizionalmente precede il Consiglio direttivo, domattina. Il recente peggioramento del quadro, citato dal presidente Mario Draghi al simposio che si e' svolto ad agosto negli Usa, a Jackson Hole, ha innescato attese di possibili nuove misure espansive, e conseguenti aggiustamenti al ribasso dell'euro.

Molti analisti non prevedono provvedimenti immediati, ma qualcuno ipotizza ulteriori tagli dei tassi di interesse, che tuttavia dato gli ormai quasi inesistenti margini di manovra avrebbero piu' che altro un carattere simbolico. Il principale riferimento sul costo del danaro e' gia' allo 0,15 per cento. La banca d'affari JPMorgan invece ha fatto pronostici sul programma di acquisti di titoli cartolarizzati (Abs) gia' deciso, e che la Bce deve finalizzare. Ma anche in questo caso, con circa 40 miliardi di euro, non si tratterebbe di un provvedimento risolutivo rispetto alla mole complessiva dell'area euro.

Prima di procedere definitivamente a qualcosa di piu' energico - un piano di acquisti generalizzati di titoli anche pubblici, un "Quantitative Easing" che pero' non sarebbe agevole da far passare nel direttorio - la Bce, come e' sua consuetudine, potrebbe voler aspettare di verificare quali siano gli effetti concreti delle nuove manovre espansive, gia' attuate di recente.

Le decisioni di politica monetaria verranno comunicate alle 13 e 45 mentre alle 14 e 30 Draghi terra' la consueta conferenza stampa esplicativa.

Il recente calo dell'euro - poco sopra 1,31 dollari e' ormai ai minimi da un anno - smorza peraltro le pressioni, perche' potrebbe contribuire a favorire una ripresa inflattiva. Laddove fino a poche settimane i rialzi della valuta condivisa avevano l'effetto opposto. (segue) Voz

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