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pubblicato il 01/ott/2014 20:38

Bce sbarca a Napoli, tra dilemma bassa inflazione e contestatori

Conferenza Draghi a Capodimonte. Euro a minimi da oltre due anni

Bce sbarca a Napoli, tra dilemma bassa inflazione e contestatori

Roma, 1 ott. (askanews) - Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea è sbarcato a Napoli, con una delle due riunioni che ogni anno, a rotazione, si svolgono tra le città dell'Unione valutaria invece che nella sede istituzionale di Francoforte. Ad accogliere i banchieri centrali un ospite d'eccezione, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Meno amichevoli i vari movimenti campani, autobattezzatasi "Block Bce", che da giorni si preparano a manifestare contro l'istituzione.

Il Consiglio vero e proprio si svolgerà domani, mentre gli ultimi dati macroeconomici hanno rimesso pressione sui banchieri centrali. Ma le attese prevalenti non indicano nuove misure nell'immediato. A settembre la Bce ha praticamente azzerato i tassi di interesse di riferimento e effettuato la prima delle nuove aste di rifinanziamento di lungo termine a favore delle banche (Tltro), fondi agevolati stavolta però vincolati al riutilizzo nell'economia reale.

Ha poi deciso di accelerare su un programma di acquisti di titoli, limitato a prestiti cartolarizzati (Abs) e obbligazioni garantite su cui proprio domani dovrebbe decidere ulteriori dettagli. L'annuncio delle decisioni sui tassi è previsto alle 13 e 45, e qui non si prevede granché dopo che il mese scorso il presidente Mario Draghi aveva avvertito che ormai i livelli raggiunti (0,05% del tasso sulle principali operazioni di rifinanziamento) rappresentano il minimo a cui ci si può abbassare. Invece, nella conferenza stampa esplicativa che terrà alle 14 e 30, nella inconsueta cornice dell'Aditorium del Museo di Capodimonte, Draghi potrebbe fornire altri elementi sia sul programma di acquisti di Abs e covered bond sia sui Tltro.

Il tutto mentre la persistente debolezza dell'inflazione tiene la Bce sotto pressione. Ad agosto ha segnato un mesto 0,3 per cento su base annua, e anche se prevista questa frenata segna un ulteriore allontanamento dall'obiettivo ufficiale dell'istituzione: caro vita inferiore ma vicino al 2 per cento. Intanto le indagini sull'attività delle imprese hanno confermato un indebolimento su settembre. Il quadro ha rilanciato le ipotesi che la stessa Bce debba fare di più, scenario che si è subito riflesso sul mercato dei cambi con l'euro calato a nuovi minimi da oltre due anni.

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